domenica, luglio 10, 2011

Mussolini e le donne - DI G.C. Fusco


Un ricerca storica molto attenta ed appropriata incentrata su uno solo personaggio. Fusco ci spiega risvolti dell'era mussoliniana vista da alcune angolazioni particolari. Piccolo saggio storico che serve per imparare cose che o si studiano marginalmente o non si studiano affatto. Per quanto mi riguarda ho studiato in maniera più approfondita il periodo storico di Mussolini, all'università, facoltà di architettura,esame di Storia dell'Arte attraverso lo studio delle scelte architettoniche sotto il fascismo. E ci sono sei risvolti di grande fascino e importanza. Questo libro ha a sua volta risvolti storici di profonda importanza, addirittura sottolineando il periodo in cui il duce volle creare e radicare la coscenza sportiva dell'Italia e degli Italiani. Nasce la passione per il ciclismo con il Giro d'Italia e per il calcio sport che poi sono diventati profondamente radicati e importanti anche per le generazioni successive. Insomma leggendo si impara e direi che è sempre più fondamentale. Ottima lettura questa.

domenica, luglio 03, 2011

Un buon caffè...il mio...



Il profumo del caffè, del mio caffè al mattino. Soprattutto il sabato, insieme a una colazione con muesli, fette biscottate, marmellata. Il profumo caldo simbolo del piacere di berlo segno di profondo relax, bevuto al proprio tavolo lentamente e serenamente, inizio di una giornata di tranquillo divertimento insieme. Quel profumo rassicurante,c he da il senso di casa, di calore, di famiglia di sicurezza, di condivisione. Mi piace prepararlo e poi berlo, con la mia piccola moka da due. un rito del mattino che nel finesettimana ha ancor più valore e senso.

mercoledì, giugno 29, 2011

La casa di Carta - Carlos María Domínguez


La casa di Carta - Carlos María Domínguez
Ed. Sellerio

Piacevolmemte colpita da un piccolo gioiello di scrittura. Un mistero senza vittime di sangue, ma con una vittima particolare, forse di se stessa ma più che altro vittima della cultura. Veloce lettura da apprezzare e di cui godere.

Tratto da pag.20-21

... Spesso è più difficile disfarsi di un libro ce procurarselo. I libri restano con noi in virtù di un patto di necessità e di oblio, come testimoni di un momento delle nostre vite al quale non ritorneremo. Ma finchè sono lì, crediamo di farne la somma.
Ho visto che molti annotano il giorno, il mese e l'anno di lettura, tracciando così un intermittente calendario. Altri scrivono il loro nome sulla prima pagina e prima di prestare un libro si appuntano su una rubrica il nome della persona cui lo hanno prestato, aggiungendo la data. Ho visto volumi etichettati, come quelli delle biblioteche pubbliche, o con un delicato biglietto da visita del proprietario infilato tra le pagine. Nessun vorrebbe perdere un libro. Preferiamo perdere un anello, un orologio, l'ombrello, anzichè il libro che non rileggeremo ma che serba, nella sonorità del titolo, un'antica e forse perduta emozione.
E succede che alla fine la biblioteca si impone per le sue dimensioni. La lasciamo esposta come un gran cervello aperto, con miseri pretesti e false modestie.
Conoscevo un professore di lingue classiche che si attardava di proposito nella preparazione del caffè in cucina, per dare all'ospite il tempo di ammirare i titoli sugli scaffali. Quando riteneva che il rito fosse consumato, faceva il suo ingresso in sala portando il vassoio con un sorriso soddisfatto.
Noi lettori curiosiamo nella biblioteca degli amici, anche solo per distrarci. A volte per scoprire un libro che vorremmo leggere e non possediamo, altre solo per capire di cosa si nutra l'animale che abbiamo di fronte. Lasciamo un collega seduto sul divano e al nostro ritorno lo troviamo in piedi, ad annusare fra i nostri libri.
Ma viene il momento in cui il numero dei volumi varca una soglia invisibile e l'orgoglio si tramuta in carico gravoso perchè lo spazio è diventato un problema. ...