lunedì, dicembre 31, 2007

Buona fine e buon principio


Non sono brava con le parole. Ma ci siamo alla fine di un altro anno. Velocemente mi avvio a compiere 36 anni. Sembra ieri qualunque ricordo bello o brutto che sia. E' un giorno che mi da malinconia e tristezza. Non lo amo affatto. Mi metterei a dormire per svegliarmi al due gennaio e proseguire la vita come se niente fosse.
Ma non si può fare. Ed eccomi qui, ad accogliere questo 2008 nella pace della mia casa.
A voi e al mondo l'augurio di un poè di pace soprattutto interiore e la serenità di affrontare la vita di oggi che è pur sempre una lotta.

Buon Anno Nuovo a tutti con il mio cuore.

domenica, dicembre 30, 2007

La Vampa di Agosto

"La Vampa di Agosto"
Andrea Camilleri
Ed. Sellerio Palermo

Non è proprio risalente a ieri l'uscita di questo libro di Camilleri. Protagonista, ovviamente, il Commissario Montalbano. Ci ho messo parecchio a decidere di affrontarlo forse perchè in poco tempo mi sono divorata tutti gli altri episodi quasi uno dopo l'altro (una pausa ci voleva), forse perchè ho ripreso da poco a divorare romanzi. Dopo il secondo libro di Carofiglio e il giallo di Camarrone, ho affrontato Camilleri. E come sempre leggere un suo libro è una soddisfazione, terminarlo è un misto tra gioia e tristezza (la tristezza viene perchè la storia è finita...). Ho cercato ogni istante libero per poterlo leggere, per portarlo avanti, per arrivare alla fine e capire quale fosse l'epilogo, dove la mente di Camilleri spingesse il commissario. E stavolta lo spinge oltre quelle che sono le sue regole, oltre i suoi confini, i suoi limiti.
Una giovane e affascinante protagonista riesce a carpire la sua completa fiducia, i suoi sentimenti e a usarlo per i suoi scopi. Non sembra l'integerrimo Montalbano, però finalmente diventa più umano, mentre si ritrova ad affrontare le debolezze di ogni essere vivente sulla terra. In fondo non è un dio che tutto può, è un uomo fatto di carne con sentimenti e sensazioni che cerca sempre di ricacciare ma che all'improvviso lo sopraffanno.
Questa volta il romanzo è completamente concentrato su un solo evento, crudo, difficile da mandare giù. I suoi stessi uomini non si capacitano di tanta cattiveria ed efferratezza.
E così la soluzione gli capiterà all'improvviso tra le mani ma gli scoppierà addosso come una ordigno che lo ferirà profondamente nell'animo.

Adesso passo al successivo "Le Ali della Sfinge"...restando sempre in attesa che gli ultimi quattro libri (La Luna di Carta, La Vampa di Agosto, Le Ali della Sfinge e La Pista di Sabbia)diventino come sempre un episodio televisivo interpretato dall'ormai perfetto Luca Zingaretti.
Non ha molto a che vedere con quello che è fisicamente Montalbano sulla carta. Ma è impossibile non vedere la sua immagine e i luoghi televisivi nella lettura dei romanzi. In fondo è tutto perfetto. Preferisco sempre leggere prima i libri e poi vedere la rappresentazione televisiva, ma per fortuna tutti gli episodi visti fino ad ora non sono affatto lontani dalla realtà cartacea. Per fortuna. E così leggendo e rileggendo è la figura di Zingaretti a materializzarsi nella fantasia, e i luoghi scelti fanno in modo di presentarsi a ogni riga letta con sobrietà e precisione.

giovedì, dicembre 27, 2007

Un banalissimo ADDIO

Resto qui silenziosa con quel lumicino di speranza dentro di capire e sentirti ancora. Ma so che non sarà così. Menzogne mi hanno accompagnata in questo breve cammino. Menzogne mi svegliavano al mattino e mi accompagnavano a sera. Dolci parole taglienti che mi hanno ferito e mi si sono rivoltate contro. Ti ho creduto, ho pensato fossi un Uomo, eri solo il ragazzino d'età con il nuovo giocattolo per le mani, facile da lasciare se si rompe, facile cercarne un altro o tornare a quello che si era abbandonato in precedenza. Il gioco dal gusto nuovo, quello che l'adrenalina te la porta a mille perchè è un gioco pericoloso, fatto di sotterfugi e bugie. Ma è talmente tanto nuovo che non hai saputo gestirlo e nel giro di pochissimo ti è esploso tra le mani e si è rotto. Si è spezzato un filo che ti portava qui, e non hai avuto neanche il coraggio di farti vivo e dire "si hai ragione scusami ma è colpa mia, forse è meglio chiudere qui". Avrei solo potuto darti ragione e avrei solo potuto dirti di riprendere il tuo percorso più blando e meno pericoloso, meno impervio e sconosciuto. Ti avrei detto che in fondo ho la mia vita, che mi sta bene così e che sei stato un diversivo, che mi è servito, che mi ha fatto prima bene e poi male, che mi ha insegnato qualcosa che non avevo forse ancora capito, che mi hai dato cose belle anche se poi all'improvviso le ho viste inutili e fallaci. In fondo che ci faccio con le tue parole? Che ci faccio con i tuoi errori grossolani? Non lo avevi mai fatto, non lo avevi mai provato dentro un frastuono del genere e non lo hai gestito ma ti sei solo fatto travolgere e dentro all'uragano ci hai portato tutti quelli che ti circondavano. Rifletterci su, anche solo un attimo, forse avrebbe evitato tanto. Avrebbe evitato che io stessi qui ad aspettare un tuo atto di coraggio da Uomo maturo quale ti credevo data l'età. Promesse, richieste, passionalità sprecata, sogni, bugie. Forse sono solo entrata per sbaglio in un gioco che hai voluto tu con tutto te stesso e che era più grande di me. Conoscevi la mia fragilità e la mia crisi. Ne hai forse approfittato con le tue subdole manovre e parole? Ti ho incontrato davvero una sola volta, quando ci siamo conosciuti a quella degustazione, e ho pensato che non c'era niente di male a lasciarti fare. Non c'era niente di male a sentirsi adulata e coccolata, ammirata e desiderata, in fondo a distanza perchè non c'era certo la possibilità di incontrarsi di nuovo. E così Addio, non c'è altra parola. Lo scrivo qui, non posso scriverlo direttamente a te, tutto quello che è successo in questi ultimi pochi giorni, almeno, meritava una fine diversa, meritava che tu fossi te stesso e fossi così forte da non aver paura, anzi il terrore, di parlarmi. Non sarebbe successo altro che un banalissimo ADDIO.

domenica, dicembre 23, 2007

Lorenza e il Commissario



Terminato anche questo. Comprato perchè mi aveva attirato il titolo e la prefazione, mi sono ritrovata soddisfatta dell'acquisto. E' scritto in maniera un po' particolare però, a volte non è proprio fluido, non scorre e si inceppa, ma tutto sommato riesce a farti credere che ci sia una fine mentre poi è tutta un'altra cosa a cui, leggendo, proprio non avevo pensato. E' una storia intricata, con colpi di scena, particolari situazioni di spionaggio. Lorenza è un personaggio in cui è facile immedesimarsi oppure è altrettanto facile da "non amare". Incontra sulla sua strada parecchi uomini, il suo lavoro è una sorta di copertura, ma date le sue vicissitudini, nella natia Palermo (da cui arriva ogni tanto da Roma), sulla sua strada arriva "il Commissario", e arriva anche l'idea di un rapporto più stabile. Forse sul finale si perde un po' andando a rovistare in una sorta di spionaggio internazionale derivante dalla seconda guerra mondiale. Ma tutto sommato mi ha soddisfatto l'intelletto e la voglia di "gialli" che avevo e che di solito ho. Non per niente il prossimo libro in arrivo da leggere sarà di Camilleri.

venerdì, dicembre 21, 2007

A U G U R I A T U T T I


Beh....per ora BUON NATALE a tutti sperando che possiate trovare sotto il vostro albero ciò che desiderate di più...che sia bello....
Con affetto...

lunedì, dicembre 17, 2007

I miei pensieri


I miei pensieri sono miei.
Non puoi entrare nei miei pensieri
Sono i più reconditi, tortuosi,
i più personali, intimi
i più interiori
i più oscuri desideri
i più erotici
Mai puoi saperli
anche quando siamo insieme
sono dentro di me, pensieri
ricordi, idee
chiusi nel mio guscio
protetti.
Non li scoprirari
neanche quando sul mio viso
comparirà un leggero sorriso
e sarò complice di me stessa.

domenica, dicembre 16, 2007

Freddo freddo freddo...

Questa è di un paio di anni fa, forse anche tre anni. Un freddo rigido tipico questo e per una notte e un giorno abbiamo visto la neve anche da noi, a Frascati.

Chissà cosa ci aspetta quest'anno. Sarebbe bello e affascinante un Natale bianco con la neve. Sarebbe forse la prima volta, anche perchè credo che il periodo di questa foto fosse Febbraio.

La mia cucciolottola era interdetta a calpestare un terreno soffice e freddo, ricordo che annusava in terra in cerca di qualcosa di familiare che con la neve non ritrovava.
Qui si dice che per lunedì potrebbe arrivare neve anche da noi. Per il momento siamo circondati, c'è neve quasi ai confini dei Castelli. Staremo a vedere, anche perchè per ora il cielo è limpidissimo e in lontananza vedevo nuvoloni bianchi solo sopra le cime già innevate.

Beh non mi dispiacerebbe davvero!

domenica, dicembre 09, 2007

Un viaggio ...

Avrei bisogno di un viaggio. Una esigenza che sento crescere dentro giorno per giorno. Sentire l'aria sulla pelle del viso il senso di libertà dai legami di tutti i giorni. Ma vorrei farlo "sola" questo viaggio, perchè sarebbe anche la possibilità di un viaggio dentro di me, per capirmi meglio adesso che sto crescendo o meglio maturando. Un viaggio pieno di sole, caldo, non opporto la scomodità di giacconi e cappotti. Una zona di mare, ma non solo per stendersi su una spiaggia a prendere colore, ma un posto dove poter camminare serenamente alla luce di un tramonto.Un libro, anzi più libri, la libertà di dirsi "mangio se mi va", senza obbligo nè orari. Una vacanza di solo riposo mentale dopo mesi di grosse responsabiliotà e preoccupazioni. Ecco quel viaggio, fosse anche semplicemente in Italia, adesso è il mio piccolo sogno da far crescere e un obiettivo da raggiungere...

sabato, dicembre 08, 2007

Moscato d'Asti

Questo è un grappolo di uva "moscato" per la precisione il moscato bianco o "ASTI". Siamo in Piemonte dove da questo grappolo viene prodotto il vino dolce "moscato d'Asti" in versione spumante o in versione "tappo raso". Frizzantino di bassa gradazione alcolica, ha profumi fruttati e floreali dalla pesca fino alla salvia. Ma è tutto fresco al naso, delicato. Con una buona spalla acida che lo rende "fresco" al palato, a volte può essere più o meno dolce, a seconda anche della scelta del produttore.

Questa è la mia "recensione" della degustazione che si è tenuta in AIS Roma (Associazione Italiana Sommelier Roma) la scorsa settimana, a Parco dei Principi (Villa Borghese).
Oggi, Lunedì 3 dicembre, al Parco dei Principi, nella Sede AIS Roma, si è svolta una interessante degustazione in collaborazione con "Produttori Moscato d'Asti Associati". Spiccavano importanti etichette come la Spinetta e la Caudrina, Marchesi di Barolo, Dante Rivetti e Terre Davino. Ovvio, ne ho assaggiati solo una minima parte, anche perchè è dolce il Moscato e quindi è più facile che la bocca si stanchi. In abbinamento formaggi del piemonte e torroni con le nocciole piemontesi e panettone. Ma da questa degustazione traggo spunti interessanti. Il primo: è facile farlo male che sia spumantizzato (anche a tappo raso) sia che sia passito (ho beccato sentori di tappo e di legno un po' antipatico, anzi sgradevole). Secondo: qualche piccolo produttore lavora con cognizione di causa e realizza prodotti giovani interessanti e da studiare e capire. Quello che mi ha stupito è stato trovare alcune delle colonne AIS (cioè quelli che non se ne perdono manco una di degustazione) completamente a secco di Moscato e li ho trovati a dire "Quello mi è proprio piaciuto" di vini a mio parere difettosi, solo perchè i loro nasi ricercavano il particolare, non tenendo in conto che il profumo del Moscato è semplice, pulito, fresco floreale e niente più. Una forzatura in legno non è possibile ne fattibile ne auspicabile. Insomma visto che come al solito viene considerato il "vinello dolce" non se ne occupano (solo champagne grazie) ritrovandosi sprovvisti del più semplice bagaglio di esperienza olfattiva di cui si ha bisogno. Era inutile cercare dei sentori per forza, laddove ce n'erano il vino non mi convinceva. I Moscato è Moscato e se ben fatto forse alla fine è tutto molto simile (quasi uguale). Ci può essere una differenza al palato, fra la dolcezza più o meno accentuata, una buona spalla acida che lo renda fresco e meno pesante nell'assaggio. Le cantine più interessanti? Ghione, Marchesi di Barolo, Cantina Sociale Vallebelbo. Gianni Doglia, Cascina Galletto (oltre ai già menzionati Spinetta, Caudrina e Terredavino). La bottiglia più elegante? Zagara dei Marchesi di Barolo, con il designed realizzato da Giugiaro. L'ho trovata sfiziosa. Mi hanno detto che così realizzano anche il Brachetto (tappo raso). Mi ha davvero interessata. Il Moscato era fresco, leggero e delicato, non stucchevole, quasi quel sentore di fiori di zagara c'era e come....
Livia

venerdì, dicembre 07, 2007

Il secondo libro di Carofiglio


Finito!!!!! Bello bello bello. Semplice, lineare rispecchia perfettamente il Carofiglio del primo libro. E' un nuovo caso, ma segue il filo di vita del personaggio, l'avv. Guerrieri. Alla fin fine è una storia semplice e banale, che rispecchia sicuramente il lavoro di tutti i giorni dello scrittore, che poi è un magistrato! La sua esperienza giornaliera quindi la ritroviamo nelle storie che scrive. Non ho molto da aggiungere, solo perchè diventerei ripetitiva a dire quello che penso che è semplicemente un pensiero positivo. Non mi ha deluso, quindi, esattamente come il primo libro. Ho trascorso il tempo lavorando e pensando a ritagliarmi del tempo libero per andare avanti e arrivare alla fine. Un libro alla Perry Mason, in cui il protagonista si arrovella per trovare non solo il bandolo della matassa ma come mettere in difficoltà colui che lui reputa davvero il colpevole e come arrivare alla salvaguardia del proprio cliente, nonostante sia in posizione non favorevole. Arringa, deciosioni, studio degli eventi e dei fatti. Fatti veri testimonianze vere o false, cavilli. Ma tutto in maniera semplice.
A presto la lettura del terzo libro: Ragionevoli Dubbi
Per ora ho iniziato "Lorenza e il commissario" di Davide Camarrone, ambientato a Palermo. Staremo a vedere. Per ora ha solo un linguaggio un po' particolare che a volte fa perdere il filo del discorso e dell'evento. Vi farò sapere.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Addio Amore mio

Addio Aruen! Piccola di mamma! Cerco di non piangere pensando che da questa mattina non mi cammini più a fianco. Abbiamo cercato di farti vivere quasi 5 anni sereni nonostante la tua malattia. Sei stata la mia prima "bimba" e non posso dimenticare la prima notte che hai passato a casa. Avevi 40 giorni e sentivi che la tua mamma non c'era. Hai dormito serena e tranquilla abbracciata a me. Cucciola mia riposa adesso la malattia ti ha vinto. Anche se tu ci hai messo tutto il tuo bellissimo carattere per restare con noi...

martedì, novembre 27, 2007

Ad occhi chiusi

Ecco ho iniziato la lettura del secondo libro di Gianrico Carofiglio. Ho poco tempo purtroppo a causa del lavoro. Ma il libro mi ha già catturato l'attenzione, tanto che la sera pur tornando tardi dal lavoro mi ritaglio del tempo per portarlo avanti. E' un maestro nel saper rendere interessanti cose scritte molto semplicemente. Vi saprò dire spero presto cosa ne penso!

lunedì, novembre 26, 2007

E' tanto che manco

Il mio blog è fermo da un bel po' di tempo...così, anche se scarica di idee, faccio vedere che ci sono e che esisto ancora. Ho passato un periodo lavorativo molto intenso che mi ha preso molte energie fisiche e mentali. Non ho avuto tempo e possibilità per avanzare le mie letture o per scrivere idee e racconti. Ma almeno ho la soddisfazione che il mio locale sta andando avanti abbastanza bene.
Ho iniziato la lettura di una serie di libri tutti lasciati a metà, forse perchè non ho scelto cose così entusiasmanti. Ma fatemi ritrovare i titoli e ne riparliamo...per ora ho iniziato il secondo libro di Gianrico Carofiglio "ad occhi chiusi" e ne sono come sempre entusiasta. Ma vi farò sapere...

domenica, ottobre 21, 2007

Di nuovo CAMPIONI


EVVIVA

BELLISSIMO E INASPETTATO

SIAMO DI NUOVO CAMPIONI DEL MONDO

GRAZIE FERRARI

GRAZIE RAIKKONEN

Un brivido di nuovo alla Schumacher. E dire che avevamo la paura e la sensazione che un giorno così sarebbe stato lontano. E invece...bellissima sensazione in fondo per noi è sempre un onore. La Ferrari rimane la prima...

sabato, settembre 01, 2007

Apertitivo stuzzicante


Ecco una idea che mi è venuta in queste ultime ore.
In questo periodo sto facendo parecchie prove di aperitivi e questa è una delle prime realizzazioni. Mini Vol-au-vent in tre tipologie:
1-prosciutto cotto arrostito di Norcia con funghetti chiodini (i primi due a sinistra)
2-prosciutto cotto arrostito di Norcia con Blu del Moncenisio (i due al centro)
3-crema di pomodori secchi con pomodoretto secco in olio di oliva (i due sulla destra)
Tutti dovrebbero essere un buon abbinamento con uno spumante. Un franciacorta si è dimostrato forse poco adatto, non si accordava perfettamente con il Blu. Restava un retrogusto di ammoniaca tipico dell'affinamento di un blu, di un formaggio della tipologia dei gorgonzola molto stagionati...
Vabbeh ci provo ancora...
Peccato solo che qui a Frascati hanno difficoltà a capire l'aperitivo alla Milanese. A Roma cominciano ad andare di moda adesso ma non con l'abitudine che si ha a Milano. Qui vengono ancora visti come una sorta di antipasto, laddove si realizzano con molta scelta.
Mah io ci provo lo stesso a presentare l'idea...chissà.

giovedì, agosto 30, 2007



ipod nano 8 giga

Ecco il regalo che Lorenzo mi ha fatto per il compleanno a Luglio. Un lettore mp3 con una capacità tale che davvero ci metto canzoni all'infinito e manco mi ricordo che ci ho messo dentro. Lo definisco "mitico", ti fa dimenticare l'esistenza di tutti gli altri lettori mp3 che di fronte a questo piccolo colosso capisco trovino difficoltà a farsi spazio e debbano quindi sgomitare. Magari si aiutano con dei prezzi molto più abbordabili ma a discapito dello spazio, 1 massimo 2 giga di capacitò e quindi non proprio tantissime canzoni al loro interno. Ma ognuno fa quel che puà...a me ha detto solo bene....

Ne vado fiera è sempre in borsa con me, con me in macchina, è stato addirittura con me in spiaggia (pericolosissimo) ma sono stata attenta alla sua incolumità, ci tengo troppo e sarebbe difficile per me separarmene, oltre che complicatissimo da riacquistare in caso di gravi problematiche. E' piccolo e sotile, leggero, non lo senti addosso se lo metti in tasca e non pesa in una borsa, rischi di scordarti di avercelo dietro. Semplicissimo da usare, ti permette davvero di fare un intero viaggio in macchina senza mai ascoltare due volte la stessa canzone. Ore e ore di musica, soprattutto quella che più amo.

sabato, agosto 25, 2007

Daniele Silvestri...ma non è gay

Daniele Silvestri
Gino e l'alfetta

Vado di fretta
vado di fretta
non ho più tempo
datemi retta
Gino mi aspetta
dentro un'Alfetta
piena di muffa
Vado di corsa
vado a una festa
piena di gente
molto entusiasta
ora non posso
vado di prescia
forse ritorno
ma non è una promessa
Vado di fretta
vado di corsa
quello che serve è tutto dentro alla borsa
e per adesso mi basta
Maria sei sempre mia
sei l'unica possibile
ma di Gino io mi fido un po' di più
lui mi conquista
e mi rilassa
Gino ha i miei stessi punti di vista
e per adesso mi bast
Ehi ehi sono gay sono gay
non sono gay, no non sono gay
sono gay sono come vuoi
oggi sono lui
da domani poi se lo vuoi
sarò lei
sarò solo lei
mi dirai: come fai
come mai non lo sai cosa sei
sei diverso da noi
ma che vuoi, sono gay fatti miei
che disturbo ne hai
quale enorme disagio ne trai
sono gay sono gay
si sono gay
No non sono gay, ma vorrei
ma lo sai quanti geni ed eroi sono gay
non lo sai?
o non vuoi ricordare
preferisci pensare
che un gay sia una sorta di errore
una cosa immorale
o nel caso migliore
un giullare, un fenomeno da baraccone
e lo tollererai solo in quanto eccezione
e lo tollererai solo in televisione
lo chiamano gay
e tu pensi ricchione
Maria sei sempre mia
l'unica possibile
ma di Gino io mi fido un po' di più
lui mi conquista
e mi rilassa
Gino ha i miei stessi punti di vista
e per adesso mi basta

giovedì, agosto 23, 2007

Agosto volge al termine

Agosto volge al termine, non sono stata presente nel mio blog perchè ho preso una pausa da tutto. Veramente da tutto. Il mio lavoro ricomincerà lunedì 27 e sarà la fine dell'estate e delle vacanze. Un periodo che non amo, un periodo in cui mi avvicino lentamente ad un letargo personale dove, si, lavoro, ma mi riesce tutto pià difficile. Il periodo in cui ho più voglia e forza fisica di fare va da Maggio alla metà di agosto, poi il sole volge a stare meno in cielo e io a stare meno in terra e di più a letto....a dormire!!!!!

Comincia a piovere, diciamo a fare meno caldo, tempo grigio, cupo, aria a volte troppo umida e irrespirabile, e io cambio repentinamente di umore....senza sole anche io sono un po' spenta...
Passerà. Aspetto Natale ancora un po' e di nuovo il sole comincerà a stare in cielo più a lungo.

lunedì, luglio 30, 2007

Sono luglio e sto finendo

Sono luglio e sto finendo. Sono luglio e come sempre sto passando. Scivolo via silenzioso come gli altri mesi, ma fra folate di caldo con intensa luce e lascio il posto al cugino agosto, che non sa ancora come sarà. Io sono stato caldo, sensuale, carico di energia ed elettricità, carico di magia e carisma. Come sempre sono stato il mese per eccellenza quello della fine del lavoro e preludio alla vacanza, quello dei sentimenti e delle forti emozioni. Sono stato presente, afoso, insistente, quello di sempre quello di mai. Ho accolto l'estate come ho sempre dovuto fare, poca acqua molto sole a rinverdire la vita e le viti. A colorare il mondo a renderlo giallo come il sole e rosso come i suoi tramonti.
Sono luglio entrato impetuoso esco in punta di piedi lascio il naturale passo all'agosto della spensieratezza e dei riposi. Tutto quello che ho visto e vissuto sotto il mio cielo lo porto con me e lo annovero in questo anno, lo archivio accanto a tutti gli altri eventi accaduti sotto i miei cieli. Amori, passioni,divertimenti, dolori e sofferenze, piccoli e grandi...sono stato attento osservatore della vita degli altri e ora porto con me ricordi dolci e deliranti, dolorosi e raggianti, felici e contenti, infelici e scontenti.
Sono luglio e mi congedo aspettando di nuovo il mio turno, che non sarà mai uguale al precedente, per tornare a vivere la mia vita, breve ma intensa, sotto il segno del sole, del caldo e della stessa vita, quella vissuta veramente perchè è una sola e non torna.

venerdì, luglio 27, 2007

Il vino nella musica

...e ancora tu tra file di alberi
che cuciono colline di uva bianca
tu sei stanca un giorno intero a bere vino
e un contadino col bicchiere in mano li' vicino
foglie arrugginite in fondo al viale...

da "Fotografie" di Claudio Baglioni

mercoledì, luglio 25, 2007

Un buon Vino

....Lasciami le chiavi dove sai fammi trovare una sedia e del buon vino chiunque tu sia ti resterò vicino carta e penna perché questo nuovo messaggio è per te. Nascono così le melodie dalle lacrime tue e quelle mie e non sono soltanto bugie. Bugie! .....

Grande e grandioso RENATO ZERO. Non ci sono parole, si esprime da solo e quel bicchiere di Vino dice tutto...

martedì, luglio 10, 2007

siamo a quota 35

Oggi è 10 luglio...volevo scrivere un posto per l'8 luglio, giorno del mio compleanno, ma non ne avevo voglia. Ho compiuto 35 anni in quella data ma la sto prendendo male....malissimo!!!!
Mi allontano dai 30 e ancor di più dai 20 età della spensieratezza e dei falsi problemi; a guardarmi indietro è così e ho infiniti rimpianti. Rimpianti che a volte a pensarci mi tolgono il fiato, mi lasciano dentro una sensazione di vuoto, di non finito, di non concluso. E la vita è una sola, va vissuta pienamente e concretamente...certo la testa bisogna usarla ma quante volte l'ho usata troppo, non lasciandomi andare, e lasciando invece andare occasioni che poi mi avrebbero dolcemente fatto compagnia nel corso della vita. Parole e gesti pensati a fondo e lasciati andare. E' triste sentire dentro quel vuoto e sentire di non aver vissuto profondamente un qualcosa e di non essere stati se stessi.
Non è facile dire "PAZIENZA". E andare avanti cercando di non pensarci, tanto c'è sempre una piccola e banale associazione di idee che ti riporta indietro a quella persona, a quel sentimento a un qualcosa. E purtroppo mi avvicino ai 40...e manco tanto lentamente visto come scorre veloce il fiume della vita.

Oggi è il 10 luglio e almeno per fortuna io e Lorenzo possiamo dire che sono OTTO ANNI che stiamo insieme.

venerdì, giugno 29, 2007

La vita e le "legnate"

Ligabue (Sopravvissuti e sopravviventi-1993)
...
Ho messo via un pò di legnate
i sogni quelli non si può
che non è il male nè la botta
ma purtroppo il livido.
Ho messo via un bel pò di foto
che prenderanno polvere
sia sui rimorsi che rimpianti
che rancori sui perché.
Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa che posto vuoto ce n'è stato ce n'è ce n'è ce ne sarà.
Ho messo via un bel pò di cose
ma non mi spiego mai il perché
io non riesca a metter via te.
...

E' una foto di alcuni istanti della mia vita.....Lui dice sempre: "non badate al cantante"... e invece bisogna farci caso al cantante quando scrive cose così giuste e perfette che ti avvolgono come il vestito della vita, quello cucito addosso.

mercoledì, giugno 27, 2007

Il Piacere diVino è riaperto


Eccolo, finalmente è terminata l'opera...e il mio locale è pronto per accogliere i clienti vecchi e nuovi...vini di qualità, salumi e formaggi italiani e ricercati...proiettori con schermi per musica e concerti, video e quant'altro.

E' la mia più grande soddisfazione...adesso...devo solo aiutarlo a decollare.



lunedì, giugno 11, 2007

Giugno ... inoltrato!!!!

Ho avuto da fare, ho anche viaggiato sono arrivata in quel di Milano. E maggio è volato per tanti motivi. I lavori al locale, adesso sta diventando bellisimo, un restailing da vero signore...Giugno si affaccia con un tempo piovoso e strano lasciato da un maggio particolare. Frascati non si scalda e dormo ancora con la copertina.....neanche casa si scalda....meglio si affronterà più tranquillamente il caldo in arrivo...buona estate a tutti, ormai è alle porte.

mercoledì, maggio 23, 2007

Daniele Silvestri e il "cibo"

Da "La Paranza"

Mi sono innamorato di una stronza
Ci vuole una pazienza
Io però ne son rimasto senza
Era molto meglio pure una credenza
Un fritto di paranza...paranza...paranza
(...)

Da "Salirò"

(...)
Preferirei Stare seduto sopra il ciglio di un vulcano
Mi brucerei
Ma salutandoti dall'alto con la mano.
E invece sto sdraiato
Senza fiato
Scotto come il tagliolino al pesto che ho mangiato
E resto qui disteso
Sul selciato ancora un po'
Ma prima o poi ripartirò.
(...)

Ecco dimostrato....sarà un patito di enogastronomia visto che come può nei suoi testi inserisce "una ricetta"....????
Ogni volta che ascolto salirò mi immagino quel piatto caldo di tagliolini al pesto che scottano, fumanti appena impiattati, perfetti e golosi. Per non parlare invece di quel fritto di Paranza, succulento fin nella sua più piccola particina e crosticina, il gamberetto rosso e il totano, il calamaro e il polipetto....mmm che gusto, tra l'altro è uno dei piatti che preferisco e che abbinerei con un bel bianco morbido e fresco, in temperatura 10 gradi.

martedì, maggio 22, 2007

Il mio lavoro

Sono un sommelier, amo il mio lavoro, non è solo un lavoro, è una passione. Strana passione e all'improvviso, pensando che non bevevo una goccia alcolica. Poi un giorno i profumi mi hanno incuriosita e inebriata e ho cominciato ad avere il desiderio di capire, capire come è realizzato un vino e perchè riesce ad avere un mondo di particolarità dentro.
Un calice di vino, rosso rubino, granato, fino al sangue di piccione, violaceo, oppure bianco cristallino delicato ma anche dai colori più concentrati, dorati, ambrati, bollicine fini meno fini persistenti. Questo e molto di più è il mondo del vino, il mio mondo, quello che piano piano si sta costruendo intorno a me grazie al fatto di averlo fatto diventare una professione.

sabato, maggio 12, 2007

E anche io "Manifesto"

Riprendo il mio blog ad un mese di distanza con una canzone che in questo preciso della mia vita mi sembra di avercela appiccicata addosso, ovvero sembra scritta proprio per il momento di difficoltà che vado attraversando....ne esco e già lo so ma a volte pesa e allora...


Daniele Silvestri (unò-duè)

Manifesto

Io ci ho provato, giuro a chiudermi in me stesso e non considerare il resto
ho parcheggiato il mio disagio in un cassetto e vivo placido e composto
anche con lei, che non l'amavo non l'amavo, non l'amavo e non l'ho detto
ma in tutto questo il solo vero risultato è che c'ho il fegato più grosso molto più grosso
perciò scusate se non tengo il giusto atteggiamento
scusatemi se rido e perdonatemi se piango
mi si è intasato il filtro ci avrò il drenaggio guasto
qualsiasi sentimento me lo trovo scritto addosso...
e manifesto e manifesto e manifesto e manifesto
"ama il prossimo tuo come te stesso"
io ci ho provato, giuro
io nella macchina non c'ho nemmeno il clacson per non essere del minimo disturbo
e anche così, che non volevo non volevo, non volevo ma l'ho fatto
ho trattenuto così bene e così a lungo che alla fine me la sto facendo sotto
perciò scusate se non tengo il giusto atteggiamento
scusatemi se grido e perdonatemi se svengo
è pieno il disco fisso sarà finito il nastro
adesso sono un toro, io che sta vedendo rosso...
e manifesto e manifesto e manifesto
qualsiasi sentimento me lo trovo scritto addosso
e muoverò le mani
e non aspetterò domani
bambina se rimani
riprendo il mio megafono e speriamo che funzioni
e manifesto il mio disagio personale e culturale nel contesto, in cui protesto
perchè non voglio più tenermi dentro tutto dal momento che non posso che non ci riesco
e manifesto l'inquietudine morale di chi non si sente onesto
stando nascosto
perché non posso rimanere lì nell'angolo se no divento matto...
e mani in alto e mani in alto e mani in alto e mani in alto
e manifesto e manifesto e manifesto e manifesto

lunedì, aprile 09, 2007

Vasco Rossi

CANZONE

E' nell'aria ancora il tuo profumo
dolce caldo morbido
come questa sera
mentre tu mentre tu non ci sei più
E questa sera nel letto metterò qualche coperta in più
perché se no avrò freddo
senza averti sempre senza averti sempre addosso
e sarà triste lo so ma la tristezza però si può racchiudere dentro una canzone che canterò....
Ogni volta che avrò voglia di parlarti di tenerti di toccarti di sentirti ancora mia ...
è stato splendido ...amarti
...senza averti sempre addosso ...dentro una canzone...
E quando un giorno t'incontrerò magari per la strada magari proprio sotto casa tua ehh!!!
ma guarda il caso però guarda il destino splendido!!
crudele e splendido!!!!
E intanto i giorni passano e i ricordi sbiadiscono e le abitudini cambiano eh eh eh!!
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....

domenica, aprile 08, 2007

L'autostrada (Daniele Silvestri)

La casa era giusto al confine tra il vento e la sete
un posto abitato da fate
e da poche altre forme di vita ugualmente concrete
vicino all'incrocio di un paio di strade sterrate
che senza motivo apparente si incontrano
e poi, disperate, ripartono
tristi, così come sono arrivate.
Comunque a qualcuno una volta saranno piaciute
se poi sono state abitate
qualcuno che fermo all'incrocio pensò:
"aspettiamo che arrivi l'estate"
l'estate da noi non è mica un periodo felice
che il caldo ti toglie la pace
la polvere copre ogni cosa
e ti spezza la voce, l'odore di verze marcite
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua

la chiesa era uguale alle case, ma aveva una croce
e forse un po' più di vernice
ed un'unica luce fornita da fiaccole appese
imbevute di pece
fu lì che la vidi a braccetto col prete
era il 5 di aprile
e tirava una brezza che dava un colore alla quiete
e profumo di pane alle olive
lei pure mi vide
e forse sorrise
non sono sicuro, ma forse davvero sorrise
perché all'improvviso fu molto più forte l'odore del pane alle olive
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua

a volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino
e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare
"mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole" mi disse
e a te cosa piace?
"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l'estate"
e intanto volevo sparire
pensando alle cose che avevo da offrire

l'incrocio
la casa
la chiesa
la croce
l'incrocio-la casa-la chiesa-la croce
ed in più lo spettacolo atroce di tutta...
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce
la gente
che passa
ci guarda
ci osserva
e prosegue veloce

BUONA PASQUA


VI FACCIO SOLO UN SEMPLICE AUGURIO DI BUONA PASQUA E SERENA PASQUETTA.....

mercoledì, aprile 04, 2007

Che ne sarà di noi

Gianluca Grignani (Il re del niente)
Che Ne Sarà Di Noi


Musica dai suona più forte
Non voglio sentire quello che
Non riesco a capire
Ma è vero che oltre la salita
Lo hanno visto in tanti già
C’è la vita, la vita, la vita
Io credi non pensavo
Che sarei rimasto attonito
Come l’inverno ghiaccia il lago
E adesso che sotto la paura
Si scioglie insieme a me
Ed è adrenalina pura
E non mi chiedere come farò
Io non lo so perché l’unica risposta che ora sento è una domanda
Che ne sarà di noi
Che ne sarà di quel che ieri eri tu
Forse sarà che poi
Perdendoci ci ritroviamo
E ora lo so che non si annega
Quelle volte che non c’é un perché
Come a vela sul mare che si spiega
Io mi lascerò portare fino a che…
Non mi chiedere più come farò, non lo so
Perché l’unica risposta
Che ora conta è una domanda
Che ne sarà di noi
Che ne sarà di quel che ieri eri tu
Forse sarà che poi perdendoci ci ritroviamo
Ci ritroviamo.


Dedicata a Fabrizio. Un favola, un sogno che ho fatto una notte e che non tornerà più da me.

lunedì, aprile 02, 2007

Tiziano Ferro

Ti scatterò una foto
(Tiziano Ferro)

Ricorderò e comunque anche se non vorrai
Ti sposerò perché non te l' ho detto mai
Come fa male cercare , trovarti poco dopo
E nell' ansia che ti perdo ti scatterò una foto…
Ti scatterò una foto…

Ricorderò e comunque e so che non vorrai
Ti chiamerò perché tanto non risponderai
Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco
E capendo che ti ho perso
Ti scatto un' altra foto

Perché piccola potresti andartene dalle mie mani
Ed i giorni da prima lontani saranno anni

E ti scorderai di me
Quando piove i profili e le case ricordano te
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te
Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire

E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante
Ma pure avendoti qui ti sentirei distante
Cosa può significare sentirsi piccolo
Quando sei il più grande sogno il più grande incubo

Siamo figli di mondi diversi una sola memoria
Che cancella e disegna distratta la stessa storia

E ti scorderai di me
Quando piove i profili e le case ricordano te
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te
Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire

Non basta più il ricordo
Ora voglio il tuo ritorno…
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore
Lo stesso sapore con te
Io Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire…


Non voglio dire molte parole sul testo. Parla da sè. Non c'è da dirle neanche su Tiziano Ferro. Ormai è qualcuno non serve che io stia a cantare le sue lodi. I suoi CD fanno sempre il loro percorso. E' una voce vera a tutti gli effetti e per fortuna lo accompagnano bei testi con melodie azzeccatissime. Tristi, è il classico cantore all'italiana, romantico legato all'amore quello con la A maiscola, quello che quando inizia ti strappa l'anima e quando finisce te la toglie. Questa canzone è la colonna sonora del film "Ho voglia di te" seguito di "tre metri sopra il cielo" tratti dai libri dell'ormai pià che conosciuto Federico Moccia, quello che io definisco lo scrittore dei fanciulli innamorati.
Lo seguo dalla sua prima canzone, fino ad ora, Tiziano non mi ha mai delusa.

sabato, marzo 31, 2007

Marzo è passato

Ultimo giorno del mese. Anche marzo è passato. Non ho un post vero a proprio da lasciare, almeno credo. Primavera dovrebbe essere arrivata ma ancora sento freddo. Non vedo l'ora di poter sentire il sole caldo sulla pelle. I primi raggi caldi a scaldarmi anche dentro, come un buon caffè fragrante e profumato, che va giù a scaldare il corpo. Per ora lascio ste poche righe magari l'arrivo di aprile mi aiuterà di più, chi lo sa!

domenica, marzo 25, 2007

Libri di questi ultimi giorni


Finito di leggere già da alcuni giorni. Posso dirvi solo la stessa cosa che ho risposto a una mia amica qualche settimana fa, quando ero ormai alle ultime pagine e mi sforzavo di finirlo solo perchè odio lasciare i libri senza la fine, odio lasciarli a metà: "una boiata pazzesca, si può tranquillamente evitare". Non ho altre parole, a dire il vero non l'ho neanche capito e con il titolo non ha niente a che vedere. Mi aspettavo qualcosa di passionale e avvolgente. Non si parla certo di un bacio ma della vita frenetica di alcuni personaggi che poi alla fine dovrebbero ricollegarsi sempre a uno. Mah quello che manca è la sostanza. Vite scialbe e banali. Insomma niente di nuovo all'orizzonte.


Invece ho inziato subito dopo e quasi per caso "La bestia nel cuore" di Cristina Comencini. Non sapevo che scrivesse anche i libri che poi riporta come sceneggiatura dei suoi film. Pensavo fosse regista e basta come suo padre in fondo. Invece mi ha stupita perchè scrive molto bene. Non l'ho ancora terminato, ho una lettura molto lenta in questo periodo, ma è colpa mia non tanto dei libri che scelgo. Ho comprato anche il DVD del film che ha partecipato agli Oscar dello scorso anno, ma mi sono ripromessa di vederlo solo a fine lettura. Quindi vi saprò dire meglio di entrambe le opere di questa scrittrice-regista.

mercoledì, marzo 21, 2007

Vecchia e Nuova 500


Eccole qui. La vecchia e la nuova generazione. Il '900 e il 2000. La vecchia e mitica 500 e la nuova 500. Certo la vecchietta è sempre di moda, resta sempre nei cuori di chi ha avuto la possibilità di viverla. La nuova la vedremo a Luglio, queste sono foto che ne preannunciano l'arrivo ma non mi sembra che si presenti così male, anzi. Il suo aspetto, pur se più rotondo e scivolato (come ormai tutte le macchine di oggi molto aerodinamiche) richiama moltissimo colei che l'ha preceduta nel tempo mantenedo sempre ben salda la sua posizione nel mondo. Non per niente la 500 è diventata auto d'epoca in tutto e per tutto poichè segna degli anni importanti per l'Italia quelli del boom economico e della grande rinascita dopo la seconda guerra mondiale.
Ma questa nuova arrivata mi stuzzica. Non vedo l'ora di avere la possibilità di vederla, secondo me ne vale la pena. Speriamo solo che non si riveli la Fiat di questi ultimi anni, sicuramente macchine vendutissime ma di qualità a volte più scadente rispetto ad altri nomi internazionali. Eppure basterebbe così poco per fare unamacchina perfetta senza che bulloni e bulloncini ogni tanto se ne vadano a spasso. Certo tecnologicamente sono del tutto differenti visto che negli anni sono stati fatti grandissimi passi in fatto di tecnologia e di sicurezze. Però mi sembra che stiano proponendo qualcosa di davvero interessante e divertente.


Le fate ignoranti


Finalmente sono riuscita a vederlo. Questo film, che non è il primo di Ferzan Ozpetek (ho scoperto che il primo è Il Bagno Turco con Alessandro Gassman se non sbaglio) è quello che lo ha portato agli onori delle cronache e delle critiche. Anche se l'ho visto dopo "La finestra di fronte" e "Saturno contro" questo film mi ha confermato la eccezionale bravura del regista e quanto io ami profondamente la sua opera. Un film sempre espresso con la delicatezza e l'attenzione profonda ai sentimenti, agli eventi laceranti a quelli più sereni. Tutto si compenetra fa si che la vita passi fluisca anche con le grosse difficoltà che ci vengono messe davanti.
Riesce a entrarmi dentro e a farmi entrare dentro il film, mi ha rovistato nel profondo con i suoi film. Mi ha fatto vivere e rivivere pensieri e momenti. Anche questa volta come in Saturno Contro io mi sono sentita parte di quel gruppo di persone che viveva le due tipologie di esperienze. Mi sono sentita spettatrice ma dentro lo schermo. E' una strana sensazione ma penso che sia la maestria di Ozpetek a far si che sia così, almeno per me. Mi coinvolge e guardo tutto con gli occhi di chi ci sta dentro, di chi sta vivendo quella storia. Poi le colonne sonore sono sempre azzeccatissime, non per niente me le sono comprate tutte e le ascolto in continuazione, mi appassionano, mi fanno pensare a quelle scene, mi ci fanno stare ancora dentro a sognare qualcosa di diverso e di nuovo, a sognare di poter affrontare gli eventi con la stessa forza e determinazione. Beh scusatemi ma sono entusiasta di questo regista e non mi capitava da molto tempo di essere felice di aver visto un film.

In questa notte di autunno

Nazim Hikmet

In questa notte d’autunno

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.

Dal film LE FATE IGNORANTI DI FERZAN OZPETEK - Margherita Buy la

recita a memoria in una scena con Stefano Accorsi.

L'ho trovata una poesia stupenda.

mercoledì, marzo 14, 2007

Saturno Contro - Visto


Sono andata al cinema a vederlo. Bellissimo. A me è piaciuto molto. Ozpetek non mi ha affatto delusa. La sua vena romantico-poetica-delicatissima si è espressa come sempre al meglio. E' un regista capace, con una linea ben precisa che segue con attenzione per raccontare storie di oggi ma senza banalità senza forzature soprattutto. Curate scenografie e fotografie. Molto lo lascia all'immaginazione dello spettatore, non è sensazionalista, è assolutamente delicato nella sua espressione artistica. Cura ogni dettaglio e ogni piccolo particolare, fino anche alla scelta musicale, azzeccata e perfetta. La colonna sonora è stata impostata da Neffa uno dei nostri cantautori migliori al momento. Ha scelto una base Tango, retrò e romatica, dolce e triste anche, che ben si sposa con i vicoli del centro di Roma. Ma è giusto così in fondo stiamo parlando di un film drammatico. E' la storia di due separazioni, laceranti, diversissime, una più eterna dell'altra.
Una storia omosessuale contrapposta a una etero. Come a sottolineare però che la separazione è uguale per tutti quando c'è l'amore, la stima, l'affetto. Ozpetek è riuscito a far lavorare benissimo tutti gli attori, Luca Argentero compare etereo e dolcissimo, di una delicatezza impressionante che è tipica di molti omosessuali, una femminilità latente espressa bene nel suo personaggio. Ma la parte più difficile e magistralmente interpretata è quella di Pierfrancesco Favino. Non si è smentito assolutamente dopo Romanzo Criminale.
E' sicuramente uno dei migliori giovani attori di questa epoca cinematografica. Il personaggio te lo trovi davanti come se fosse da toccare, come se fosse tuo, come se fosse davanti a te. Il suo dolore è il tuo dolore. Ma Ozpetek ha la capacità di intervallare leggerezza laddove il dolore è davvero grande. E così inserisce personaggi un po' fuori dalle righe che sembrano inutili ma che sono invece importantissimi punti di congiuzione. E così rivediamo sullo schermo mostri sacri come Milena Vukotic. Mi ha lasciato sicuramente una tristezza particolare nel cuore, dolce compagna di questi giorni, ma non so perchè anche un dolore così mi da la forza di sorridere. Ho pianto durante alcune scene, mi è stato inevitabile pensare ai distacchi più importanti della mia vita, ma ho pensato alla bravura di Ozpetek che come sempre mi è entrato nel sangue, regalandomi emozioni belle o tristi che siano, che mi hanno fatto sentire viva. Ovviamente importantissime le parti e ottime le recitazioni di Margherita Buy, stavolta personaggio equilibrato e rilfessivo e di Stefano Accorsi, forse una parte un po' vista e rivista (l'Ultimo Bacio) ma è lui, non ci puoi fare niente. E poi Ambra Angiolini che come Argentero nelle mani di un mago come Ozpetek è riuscita a rendere perfetto il suo difficile personaggio un po' sballato e solo. Lo vedrei e lo rivedrei. e non mancherò di prendere il DVD appena uscirà, così come mi sono concessa l'acquisto del CD con la colonna Sonora. Ah indimenticabile all'interno la canzone in lingua spagnola Remedios, cantata magistralmente dalla grande e compianta Gabriella Ferri.

lunedì, marzo 12, 2007

Rosso tramonto


Stasera sto nella mia anima sognatrice stesa su una nuvola a sognar favole.
L’anima sognatrice porta tristezza perché sognare cose irraggiungibili fa male.
Animo lunatico e romantico a sognar cose colorate di tramonto rosso fuoco tra le braccia dolci di un amore avvolgente e sicuro quando tutto traballa senza poter fare niente e scivola via tra le mani appena aperte in un soffio di vento.
Favole che dicono che è tutto giusto ma di cose giuste adesso non ne hai fatte.
Vivi e respira l’aria che hai intorno perché non tornerà nessuno dei momenti che hai vissuto.
Puoi solo viverne di nuovi e guardare avanti.
E imparare dagli errori di oggi e di ieri per non ripeterli domani.
Ma l’uomo i suoi errori troppo spesso li ripete e non impara.

venerdì, marzo 09, 2007

Saturno Contro

Mi piacciono molto i film di Ozpetek. Mi piace come regista, mi piace la sua estrema delicatezza nel presentare temi anche importanti come l'omosessualità che caratterizza il nostro tempo. Ripeto è un uomo delicatissimo e ogni suo personaggio è quasi leggiadro e riesce a trasmettere esattamente quello che deve. Certo sceglie sempre cast di attori di rilievo che hanno dimostrato negli anni di essere qualcuno, di avere quel qualcosa in più che ti porta a stare due volte davanti a uno schermo. Spero di riuscire ad andarlo a vedere molto presto. E poi vi saprò dire.
Invece vi vorrei poi parlare di un altro film sempre di Ozpetek, La finestra di Fronte e poi appena potrò vedrò anche Le fate ignoranti. Lascio tutto però ad un altro post.

domenica, marzo 04, 2007

Oscar Wilde e mio padre

"Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi!" - Oscar Wild

Eccolo il frasone. E chi me lo poteva dire....oddio certo quando ho parlato con papà, dopo ben sette anni ero un po' scossa e non sono certissima che fosse questa la citazione che ha detto in merito a quello che brevemente gli ho raccontato. Ma la cosa che gli ho detto è che "avevo solo voglia di sentire la sua voce". Non so cosa mi sia preso, ho preso il telefono, ho fatto il numero e lui un po' tirato mi ha risposto. Eppure non sembravano passati 7 anni, con tutto quello che è successo nel frattempo. E sia così è andata, ho rotto il ghiaccio e adesso mi sarà più facile non farmi prendere alla gola e dal panico quando lo chiamo. Mi sto liberando del drago che è in me e all'improvviso me lo sono trovato davanti e invece di sacppare come sempre e nascondermi dietro a un "ormai non mi serve più" l'ho affrontato anche con le mie debolezze.

E comunque a parte questo mi sono incuriosita su Oscar Wild e così ho deciso che vi regalerò alcune delle sue citazioni che mi hano colpito di più. Era un maschio sciovinista??? Boh alcune cose sono effettivamente insopportabili (es.: Il mondo fu fatto per gli uomini, non per le donne; Le donne non hanno niente da dire, ma lo dicono benissimo; Le donne sono fatte per essere amate non per essere comprese) ma altre le condivido, almeno a oggi!

Ti regalerò una rosa

Sanremo 2007 (57ma edizione) è finito anche quest'anno e ci regala la nuova reginetta della musica italiana. Simone Cristicchi, una novità nel nostro panorama musicale, ha scalato la vetta in poco tempo. Al festival 2006 si è presentato con la canzone "Che Bella Gente", non sembrava proprio un testo sanremese e non è che ha fatto la sua grande entrata, ma in fondo lui era già famoso per il tormentone estivo "Vorrei cantare come Biagio", in cui pone tutta la sua attenzione a Biagio Antonacci che intelligentemente non si offenderà dando invece a Simone l'opportunità di aprire un suo concerto. E adesso arriva a Sanremo con questa Ti regalerò una rosa. Testo che viene da una sua esperienza in un centro di Igiene Mentale dove è entrato in stretto contatto con i "matti" bisognosi di aiuto. A mio avviso il ritornello è bellissimo. Lo avevo già messo in evidenza in una altro post precedente. Il testo è difficile e duro, poco sanremese forse ma è ben accompagnato da una melodia che forse a ben risentirla è totalmente sanremese. Beh ve la regalo io sta rosa, leggetela e rileggetela, si può solo apprezzare.

Ti regalerò una rosa


Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere o
gni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel '54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant'anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligraf
ia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un'emozion
e
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L'accordo dissonante di un'orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura

Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per p
oterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole

I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo

La mia patologia è che son rimasto solo Ora prendete un telescopio...
misurate le distanze
E guardate tra me e voi... chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cart
elle cllniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l'ultimo a sfumare

Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bia
nca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent'anni che ti aspetto

I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare

Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un'emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.

sabato, marzo 03, 2007

Il vino e le sue sfumature

Bombacarta, l'associazione culturale di cui faccio parte, ha una mailing lista alla quale partecipo. Non mi da spesso degli spunti per poter scrivere, ma quando ci sono prendo al volo l'occasione. Vado più di frequente per associazione di idee, una frase, una parola da una mail di qualche partecipante e riesco a realizzare un mio scritto. E così che da una frase di Paola sono riuscita a scrivere quanto segue. Per maggior chiarezza riporto quella frase, forse può spiegare la mia associazione di idee senza che io mi perda in parole e parole per spiegare un sentimento dato da una piccola cosa.


"...del bisogno che abbiamo di respirare come un vino, estraendoci dal conto della vita senza più toccare nulla di mobile o immobile ....."

Bella immagine. Penso a un vino rosso robusto che è stato tanto tempo chiuso e costretto nella sua bottiglia di vetro. All'improvviso un irruento cavatappi entra, stappa quell'unico filtro dal tempo che è il tappo di sughero, e finalmente il vino respira. Ma il pertugio è ancora piccolino per sentire tutta l'aria buona che c'è fuori. E solo allora arriva una mano esperta e prendere la bottiglia e versa il vino in un bicchiere dalla pancia larga e l'imboccatura un po' più stretta e così lui, il vino, respira comincia a riprendere la sua piega, con qualche secondo in più di pazienza riporta al naso esperto i suoi splendidi profumi. Viene agitato e roteato nel bicchiere, come se qualcuno lo scuotesse a dirgli "coraggio svegliati". E lui si sveglia e risveglia lontani profumi e accattivanti gusti per chi ha la possibilità di assaporarlo e incontrarsi con lui. Con quale vogliamo identificare queste parole: un Barolo?

venerdì, marzo 02, 2007

La primavera in arrivo

E' arrivato anche il mese di MARZO. Arriva la primavera, la festa della donna e le piante cominciano a mettere i loro fiori colorati a gemmare e a respirare l'aria nuova. E noi? Beh io comincio a vedere il mondo in un altro modo. Forse, penso sempre, è meglio che le cose poco piacevoli mi accadano andando verso la primavera e l'estate, perchè esco dal letargo ricomincio a vivere con le giornate che si allungano e affronto meglio le cadute e i dispiaceri che la vita mi mette davanti. I tramonti di Roma mi donano il romanticismo che mi serve e mi fanno sentire forte dentro con la natura che mi sovrasta. Sono sempre così particolari non ci sono così in nessuna parte del mondo, hanno un fascino che non hanno da nessun'altra parte. E vabbeh "tutto passa" dice un mio amico. E anche questo periodo se ne andrà lasciando il posto a nuova vita e a nuove esperienze. Spero solo che siano belle, piene e che mi facciano vivere la mia unica vita nel modo migliore, mi facciano sentire ancora viva, giornate che mi possano sorprendere sempre più spesso con il sorriso sul viso e con gli occhi stupiti da bambina.
TUTTO PASSA, anche questa passerà, quello che è importante è che arriva la stagione migliore, quella dove vedo le cose in positivo comunque e quella dove inizio a respirare la nuova aria come le piante e germoglio me stessa a nuove esperienze. Forse chissà anche a un nuovo amore, che mi travolga con la sua passionalità lasciandomi stupita con il cuore che batte.

mercoledì, febbraio 28, 2007

Testi che danno i brividi

E' iniziato Sanremo....ma non ci importa. Sinceramente è il primo anno che proprio non mi preoccupo di seguirlo. Non solo perchè lavoro ma proprio perchè non vedo niente di nuovo all'orizzonte, non vedo niente che stuzzichi la mia fantasia musicale.
Però ho letto qualche testo e mi sono piaciuti due testi. O meglio di un omi colpisce il ritornello in particolare. Si tratta della canzone di Simone Cristicchi. Una canzone che come testo non è affatto da Sanremo, è una canzone un po' forte, triste, complessa, ma ha un ritornello splendido nella sua semplicità, romantico e delicato. Ma ve lo faccio leggere e poi mgari lo commentiamo assieme se volete. A me è rimasto già nel cuore.

Simone Cristicchi
Ti regalerò una rosa

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Ma non finisce qui. Il secondo testo è di un gruppo che ho nel cuore da molti anni: Gli STADIO. E la canzone è particolare come sono sempre i loro testi. Romantici, sensuali, che mi fanno rabbrividire dentro. Ma più che spiegarlo ve lo faccio leggere e così capite forse quello che volevo dire.

STADIO
Guardami

Che cosa vuoi da me che lui non ti sa dare?
Che cosa vuoi da me che non si può comprare?
Che cosa cerchi da te a parte"quell'amore"?
Da cosa tenti di fuggire?
Guardami, quel sole non c'è più
Non può tornare
Guardati, tu non ci credi più
E non è uguale
Lasciati andare allora qui
Non sarà amore...ma
Credimi, è forte anche di più
E non parlare...
Tu adesso qui con me,non é proprio normale
O forse invece sì, se viene naturale
Non chiedere perchè, se si potrà rifare
Ma se ne hai voglia puoi restare...
Guarda li , c'è un sole ancora su
È un buon calore
Guarda che se non ci credi più
Non può far male
Lasciati andare allora qui
Non sarà amore..ma
Credimi, è forte anche di più
E vale anche di più!!!
E guardami, quel sole è ancora su
E' un buon calore
Guarda che se non ci credi tu
Non può far male
Lasciati andare allora qui
Non sarà amore...ma
Sai vale anche di più
E' forte anche di più.

venerdì, febbraio 23, 2007

Musica Gitana, luce latina

Cordoba (Spagna)

Catturare quel momento non è più possibile, occhi verdi a scrutare i miei nella penombra. Musica Gitana, calda, mediterranea, come un mare blu nei mesi d'estate, sole caldo sulle pareti bianche, stradine strette solo per noi.
Un sogno a due in un attimo che non tornerà più. E quel mare che guardiamo insieme pensando ad andare via in una terra lontana che accoglierà i nostri baci, i nostri abbracci.
Una terra latina, calda, sconosciuta dove stare noi fuori dal mondo, soli, insieme.



mercoledì, febbraio 21, 2007

Ancora VIBRAZIONI del cuore

- LE VIBRAZIONI -
OVUNQUE ANDRO'


Sai che
..è difficile non averti e...
dover sorridere alla gente che
non sa della mia vita intima
si aspettan che li faccia ridere...
mentre tu vai via!
.. e... vado via per difendermi
ma ovunque andrò so che io ti penserò
sperando che per te sia identico.
Ascoltami le gioie non sempre son gratuite
a volte i mondi si contendono gli spazi vuoti
di un deserto che
non si vede ma senti che in fondo c'è e non è semplice.
E vado via per difendermi
ma ovunque andrò so che io ti penserò
sperando che per te sia identico.
Ma cosa fai?! Non esiste che così da un giorno all'altro mi dici che
ritorni indietro e forse ritornerai da me.
Ovunque andrò.
Ovunque andrò.
E vado via per difendermi
ma ovunque andrò so che io ti penserò
sperando che per te sia identico.
Ma cosafai? Non esiste che così da un giorno all'altro mi dici che
ritorni indietro e forse ritornerai da me.
Ovunque andrò.
Ovunque andrò.
Ovunque andrò.

domenica, febbraio 18, 2007

Nuovi acquisti da Feltrinelli

Questa copertina e il titolo mi hanno colpito parecchio. E non ultima la descrizione:

"Nicolas Rey ritrae i personaggi di questo romanzo nel fatidico momento del passaggio all'età adulta, ovvero alla soglia dei trent'anni, fotografando l'inquietudine e le delusioni che accompagnano questo momento. Franck, Vincent, Jean, Marc e Louis sono ragazzi innamorati, depressi, distratti o scombinati, eternamente in bilico tra l'ordine e il disordine, lo slancio vitale e dinamico e una latente tentazione di inerzia esisten
ziale. Corrono dietro alle donne, cercano avventure sentimentali per sfuggire alle relazioni impegnative o alla routine coniugale, mentre si interrogano sulla coppia, la fedeltà, i bambini, l'amicizia. E alla fine si ritroveranno tutti quanti in un luogo dedicato ai poveri trentenni disperati come loro: una vera e propria clinica per anime desolate..."

Che dite? Mi piacerà? Ci provo e poi faccio sapere.

Ma prima di questo, sempre calcolando che ho poco tempo per leggere per il lavoro, e che il libro è alto e scritto piccolo (che pigra che sono!), ci sarebbe quest'altro:


In realtà mi ci porta il fatto che ho comprato prima il seguito (Ho voglia di te) e, leggendo le prime pagine, mi sono resa conto che non si può leggere se non si sa l'antefatto. Così via a comprarlo. Ma non so le tempistiche e quindi non so neanche quando leggerò il seguito, del quale mi intriga il titolo da morire. E non so se deciderò di inframezzargli una diversa lettura per non stancarmi. Mah vedremo che ne esce fuori per ora non ho toccato manco na pagina ma non ho molto tempo a disposizione, se non la sera quando sono troppo stanca per leggere non più di due o tre pagine.

sabato, febbraio 17, 2007

Finito di leggere ve ne parlo un po'

GLI AMANTI - Susana Fortes - Ed. Neri Pozza

Moderna storia? Eh si forse anche un po' banale cercando di renderla noir con un mistero che la attraversa. Ma questo mistero nasce fondamentalmente da un qualcosa che accade e può accadere nella vita di ognuno di noi. Il tradimento. E ci sono varie forme di tradimento in questo libro. L'amico che tradisce l'amico, la moglie che tradisce il marito, il fratello che tradisce il fratello. Una saga familiare che corre negli anni della tirannia di Enver Hoxha, in cui l'Albania si isola dal resto dell'Europa. Protagonista un giovane secondo figlio di una famiglia in vista e importante. Ma come lui, protagonista è sua madre che rappresenta, con la sua vita e la sua morte, il mistero che vela e mette ombre tra le pagine. Ismail è un giovane uomo che scopre che suo padre, il potente uomo che lo ha cresciuto non è suo padre, scopre che tutti i pochi ricordi che ha corrispondono a una verità che l'animo umano crescendo ha voluto dimeticare, scopre che è capace lui per primo di tradire il proprio fratello che a sua volta gli restituisce la pariglia. Scopre che l'amore può essere travolgente e incontrollabile. Una sorta di moderni Caino e Abele, dove c'è l'amore per la stessa donna e dove non vige alcuna regola. Un libro molto semplice, che si forza in alcuni punti ma rimane fedele a se stesso e porta il lettore a immaginare quel che c'è scritto. Diventa tutto molto chiaro se ci si apre a far funzionare la fantasia. Una storia sentita pù volte, come si dice, "tutto il mondo è paese", ma magari la variante la si può trovare nell'ambientazione nell'Albania dal dopoguerra a oggi. Una lettura veloce e molto piacevole, la Fortes è davvero una bella penna. Qualche problema forse invece nella traduzione, che in un passo si perde non riuscendo a rendere il senso. Ma è poca cosa alla fine, alla somma di tutto quanto. Non ci ho messo molto a leggerlo perchè quell'alone di mistero chiede urgentemente risposte e di essere scoperto e quindi si arriva velocemente ad esso e alla fine del romanzo. Buona lettura; è una di quelle che vi raccomando vivamente.

mercoledì, febbraio 14, 2007

Ah dimenticavo

BUON SAN VALENTINO....

anche se io lo eviterei volentieri.

Inizio di racconto

Mi è venuto così tra gli scaffali di una bella libreria, seguendo il filo di una leggera angoscia che non aveva poi un motivo. Ma a sfogliare titoli e pagine piano piano è nata una idea e così ho comprato una moleskine e ho messo giù le righe di questa idea. Mi piacerebbe proseguirla, non ha una fine anche se ha un principio. Gliela troverò magari nel tempo con calma. Piano piano.

C'era rimasta male. Sentiva un peso sullo stomaco che la attanagliava, una malinconia che le portava solo cattivo umore. Era stata presa in giro a tutti gli effetti e ci era semplicemente caduta come una scema. Eppure aveva già un'età per la quale l'ingenuità dovebbe essere una cosa superata. Ma ci ricadeva perchè era un animo sensibile e cercava sempre di vedere il bello nella vita e nelle persone che incontrava. La cosa che più le stonava stava nel fatto che le cose non combaciavano. Marco le aveva dato il numero del cellulare, l'aveva coccolata, a distanza certo, ma in molti modi. Le piaceva ormai sentirsi chiamare "tesò". Beh, sentirsi è un parolone, le piaceva leggerlo più che altro. Marco lo aveva incontrato in una chat. Maledetto computer ci era ricaduta anche con lui, e siccome era sempre se stessa, in troppi se ne approfittavano. Aveva comunque imparato a mettere paletti, non apriva porta e cuore proprio a tutti. Cercava di capire dai discorsi, dalle domande e risposte, chi fosse più affine al suo modo di essere e vivere, alla sua sensibilità. E quel ragazzo le era entrato nel sangue con la velocità di una gazzella, con la furbizia di una volpe, con la galanteria di un adulto ma con i modi da ragazzino della sua età.

Marco aveva vent'anni da fare, sembrava volesse crescere in fretta, bruciare le tappe e fare le esperienze da uomo, ma aveva l'energia travolgente e passionale della sua generazione, che vuole godere di tutto ciò che la circonda.
Ma per ben due volte si era fatta raggirare dai suoi modi così delicati e dalla sua galanteria cavalleresca, dalle sue allusioni ad una occasione da non sciupare, dalla sua devozione a quella figura più adulta che lo aveva colpito. O almeno così diceva, anzi così scriveva.
Promesse e desideri, Marco le aveva detto di essere in ansia e di non aspettare altro che quella passeggiata insieme, solo per guardarla negli occhi, solo per parlarci davvero, dal vivo, per capire se davvero le piaceva così tanto. "Mi stai in testa" le scriveva con quel gergo dei giovani del 2000. E le esprimeva le sue paure perchè non poteva e non doveva lasciarsi andare, lei in fondo era sposata. Più volte le aveva scritto "t'avessi incontrato prima" e la sera prima di quell'incontro le aveva espresso la paura di perdere un'occasione frenando i propri desideri. "Piano piano capirai" le aveva scritto "ke questa è un'occasione". Ricordava minuziosamente le parole scritte da Marco, aveva chiara in mente la foto del sorriso splendido di quel ragazzo. L'aveva turbata, aveva sentito dentro un tumulto, qualcosa che forse non aveva più vissuto da tanto tempo. Quelle emozioni che a vent'anni ti tolgono il respiro, ti fanno camminare con la testa altrove, il cuore batte, non si prende sonno e si è smpre pieni di voglia di fare, ma non mangi.
"E' una follia" si ripeteva e lo sapeva bene che era così, che era esattamente una follia anche solo incontrarlo. Ma aveva ceduto, lo aveva fatto perchè quel ragazzo così pieno di vita, la faceva sentire viva e importante. Ci era caduta Non ci voleva credere che potesse prenderla in giro e gli aveva dato fiducia lo stesso.... (continua)