giovedì, dicembre 25, 2008

Un Natale Vuoto

Un Natale vuoto.
Vuoto di cose belle. Pieno di difficoltà. Sembra la festa più inutile in questo momento. Abitudini che non ci sono più, affetti spariti, paure, angosce, delusioni su delusioni. Non si può pensare che sia una festa quando ti affliggono i momenti più difficili di una vita...vorrei solo un po di pace interiore, serenità e tranquillità. Un compagno che sappia capirmi e volermi bene. Ma è tutto così frenetico che è inutile aspettarsi qualcosa di concreto...il mondo è rivoltato...non c'è più una cosa che vada dritta per la sua strada...tutto si commistiona in cose senza senso che anni addietro non ci saremmo mai aspettati...o forse...ma io anni addietro dove vivevo se poi invece le cose che vedo oggi e non mi piacciono ancora succedono?

Mancano all'appello cose e persone e tutto mi pesa così tanto che davvero per me non è stato Natale....

sabato, dicembre 13, 2008

sentimento...interesse!!!

Leggo e rileggo le tue parole. Sembrano impossibili dal tuo modo di fare.Così spavaldo, sicuro, a volte esaltato. Non riesco a credere alla dolcezza che vorresti far trasparire da quelle righe. Non raggiungono il risultato che vorresti. Le leggo, le rileggo. Ma rendono tutto così falso e irreale. Non mi comprendi, devi raggiungere il tuo risultato. E più dici che non punti a nulla e meno ti credo. E' nei tuoi occhi, non riesco a leggere lì quel sentimento di cui tanto parli...non riesco davvero a credere a ll'esistenza di un sentimento...

giovedì, dicembre 11, 2008

FINE

FINE
Ho scritto fine alla nostra breve storia! La più breve della mia vita...Finita senza spiegazioni, senza il tuo coraggio che dicevi da leone, tutto per sms e telefono! Poco convincente a dire il vero. I ricordi svaniscono lentamente, una voce sempre più flebile nella testa, ma le parole, i concetti, i desideri, le idee, quella specie di promessa sottopelle, quelle restano e rendono tutto così irreale e fuori luogo, un sogno che diventa sempre più opaco e lontano ... scrivi ancora ma non ci sei più ... ma è così che deve essere ... la mia vita continua nonostante abbia un giorno incontrato te ...

martedì, novembre 25, 2008

Ciao Vito

E' raccapricciante, da brivido, pensare che tuo figlio possa non rientrare a casa dalla scuola per un motivo così inutile. Che non possa tornare all'abbraccio dei suoi cari perchè "qualcuno" come sovente capita in Italia, lavori con superficialità...un tubo in ghisa, probabilmente dimenticato, su una controsoffittattura in laterizio... dimenticato??????? ma la "regola d'arte" dove sta? E' pari al chirurgo che si dimentica il bisturi o peggio la garza nello stomaco del suo paziente...quel soffitto non poteva più reggere quel peso e purtroppo ha deciso di smettere la sua resistenza in un orario infelice, quando un giovanissimo ragazzo era proprio lì sotto. Vito aveva 17 anni, una bella famiglia e tutte le sue speranze e i suoi sogni nel cassetto ancora da tirare fuori al mondo. Mandiamo i nostri figli a scuola e pensiamo che siano sicuri...ma c'è sempre qualcuno che rema contro. Lavorare per gli altri è una cosa seria. Quando si parla di ristrutturazioni architettoniche nessuno dall'ultimo muratore al primo capomastro può permettersi l'errore perchè sotto o sopra ci sarà qualcuno a usufruire di questo lavoro. Vito la colpa forse uscirà fuori, e tu lo vedrai come un angelo dal cielo e perdonerai. Ma sono errori imperdonabili e la tua scomparsa dimostra che basterebbe stare attenti e tutti saremo più tranquilli...

Ciao Vito stringi i tuoi cari, la sofferenza è grande e tu solo puoi alleviarla...

domenica, novembre 23, 2008

Il giorno di dolore che uno ha...cantava Ligabue...

Questa sono io. Oggi l'umore dimesso, lontano dal mondo, chiuso e rannicchiato dentro cercando di capire quell'umore così fragile. Non ho bisogno di essere protetta ... o si invece, un abbraccio caldo e sincero che non cerchi altro che rassicurarmi. Altrimenti tutti lontani quegli animi che non provano neanche a capire quanto sia difficile e duro da superare il momento per un animo come il mio. Romantico, lunatico, debole ma forte. Un tutt'uno che adesso sa che deve solamete proteggersi da solo dalla cattiveria del mondo, dal secondo fine degli altri, da chi se ne frega, da chi ha quella superficialità per cui sa solo dirti "cosa vuoi che sia". Tutto passa ma adesso ci sono io nella mia vita e nessun'altro e devo rispettarmi, amarmi e per nulla e nessuno al mondo buttarmi via in un qualcosa che lasci solo ulteriore vuoto dentro. Le cose inutili le lascio agli altri, agli animi superficiali che ti dicono che stai esagerando e che quel darsi via in fondo lo fanno tutti e non è niente che la vita. Non ci sto la vita è la mia e decido secondo il mio modo di vedere me stessa non a seconda di quello che "di solito" la massa fa...io sono io...il resto adesso non mi interessa. Il mio dolore non lo allevia nessuno, devo vivermelo addosso da sola con gli alti e i bassi. Solo chi mi ama e mi rispetta può davvero e saprà davvero come starmi vicino.

sabato, novembre 15, 2008

Chissà ...

Qual'è il motivo per il quale sei nella mia vita?
Ti ho incontrato un giorno e per uno sguardo caldo e volitivo sei rimasto nella mia vita e accompagni i miei pensieri.
Ci sei, non ci sei, alla fine ci sei, ormai una piccola parte di te, fa parte di me, sta lì nascosta e fa capolino dal cuore a guardare silenziosamente cosa accade fuori e dentro di me.
Non andrai mai via, lo sai? sei e sarai e resterai un bel ricordo, dolce e caldo che non mi abbandonerà mai, dovunque un giorno ti porterà questa vita. Spero non troppo lontano da me...

giovedì, novembre 13, 2008

Giuliano Palma & The Bluebeathers

Se ne dicon di parole
gocce come quando piove
del silenzio che c'e' poi
resta l'eco dentro noi
Se ne dicon di parole
sono schegge di rancore
come artigli di avvoltoi
fredde lame di rasoi
Queste parentesi del cuore
sono segreti chiusi in te
tra i rimpianti e le emozioni io scelgo te
ogni respiro quanto vale
non si sa piu' a chi chiedere
tra la realta' e l'illusione io scelgo te
Se ne dicon di parole
non puoi neanche immaginare
sono una pubblicita'cartoline di citta'
Se ne dicon di parole
tante che ne puoi buttare
figlie dell'aridita'
sono lacrime a meta'
Queste parentesi del cuore
sono segreti chiusi in te
tra i rimpianti e le emozioni io scelgo te
ogni respiro quanto vale
non si sa piu' a chi chiedere
tra la realta' e l'illusione io scelgo te
L'amore ha sempre ragione....
L'amore ha sempre ragione....
Ogni respiro quanto vale
non si sa piu' a chi chiedere
tra la realta' e l'illusione io scelgo te
Se ne dicon di parole
se ne dicon di parole
se ne dicon di parole
se ne dicon di parole...

martedì, ottobre 28, 2008

Nun c'ho voja!!!

sai che adesso non c'ho mica voglia di guardarmi intorno!
sarà l'intorno a guardarmi a trovarmi e a farsi vivo!
...

lunedì, ottobre 27, 2008

Sole, luce, lume, luminosità...

Ieri qualcuno mi ha scritto: "dai alzati che è una bella giornata" ...

Non ho fatto in tempo a dire "esco" che invece il sole nel frattempo aveva deciso che stava meglio dietro la stessa nuvola.

Pazienza ... non è un periodo luminoso per me in effetti!!!!

giovedì, ottobre 23, 2008

So Beautiful - Giorgia

So beautiful so beautiful
so beautiful eh!
lega le mie mani
lega le mie gambe
apri le mie mani...
apri le mie gambe
entra nel mio mondo
dove adesso io ti perdo
se io sto fingendo tu non soffrirai
so beautiful so beautiful so beautiful
so beautiful eh!
lega le mie mani
mostrami il tuo onore
dammi una ragione
per sentirmi bene
non fermarti all'apparenza
e mangiami anche il cuore
entra in questa dignità di donna sorridente
tu vedi solo te stesso
e non ti accorgi che adesso
io non sono qui con te
so beautiful so beautiful
so beautiful so beautiful eh!
basterebbe una carezza
solo un po' di tenerezza
per ascoltare il battito di una creatura
la forza ed il piacere
tu sei qui che vuoi godere
fammi vedere chi sei
li' dietro agli occhi, cosa cerchi?
so beautiful so beautiful
you are so beautiful eh eh
lega le mie mani lega
le mie gambe
cogli tutti i fiori che vuoi possedere
maledetta primavera di quest'abbandono
cerchi la divinità e... resti solo un uomo

domenica, ottobre 12, 2008

Che rumore fa la felicità?

Che rumore fa la felicità.
Come opposti che si attraggono,
come amanti che si abbracciano.
Camminiamo ancora insieme,
sopra il male sopra il bene.
Ma i fiumi si attraversano e le vette si conquistano.
Corri fino a sentir male,
con la gola secca sotto il sole.
Che rumore fa la felicità
Mentre i sogni si dissolvono
e gli inverni si accavallano
quanti spilli sulla pelle
dentro il petto sulle spalle,
ma amo il sole dei tuoi occhi neri
più del nero opaco dei miei pensieri
e vivo fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Che rumore fa la felicità
Insieme, la vita lo sai bene ti viene come viene,
ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
Che rumore fa la felicità.
Due molecole che sbattono
come mosche in un barattolo
con le ali ferme senza vento
bestemmiando al firmamento.
Mentre il senso delle cose muta
ed ogni sicurezza è ormai scaduta
appassisce lentamente la coscienza della gente.
Che rumore fa la felicità.
Che sapore ha, quando arriverà sopra i cieli grigi delle città
che fingono di essere rifugio per le anime.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Che rumore fa la felicità
Insieme, la vita lo sai bene ti viene come viene,
ma brucia nelle vene
e viverla insieme è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
Dove sei ora?
Come stai ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei?
Dove sei ora?
Come sei ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei… cosa sei?
ma…
Insieme, la vita lo sai bene ti viene come viene,
ma è fuoco nelle vene
e viverla insieme è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme a te … a te.

Negrita

ma perchè secondo voi, la felicità ... fa rumore????
Che cos'è la felicità? Un attimo, una vita, un sorriso, un evento, un amore, una soddisfazione ... VIVERE INTENSAMENTE questa è per me la felicità anche quando a volte è accompagnata da forti e profondi dolori ...

giovedì, ottobre 09, 2008

Assoluzione di Antonio Monda


Antonio Monda
Assoluzione
Ed. Mondadori – pp 205

Tempo fa Andrea Monda in lista Bombacarta ci ha fatto partecipi dell’uscita del primo romanzo di suo fratello Antonio. Così mi sono incuriosita e l’ho comprato. Solo adesso ho avuto modo di cominciarlo e terminarlo. Un romanzo carico di fascino, inserito si ai giorni nostri e nella nostra cultura ma sembra essere ambientato in una atmosfera sospesa nel tempo. A volte tutto sembra fermo nelle semplici descrizioni che Antonio fa dei suoi personaggi e dei luoghi che frequentano. Parco Grifeo, forse il fulcro della parte centrale del libro, sembra una oasi incantata al di fuori di quella che può essere la soleggiata e rumorosa Napoli di oggi. E’ un romanzo in cui viene toccata tutta la cultura dei giorni nostri, soprattutto quella cinematografica in cui vengono menzionati più volte grandi film americani. L’america sembra un po’ un punto di arrivo, ma poi in verità il punto di arrivo è un altro. Ma mi fermo altrimenti non lo leggerete mai, ve lo avrò raccontato tutto.
Non so bene come definirlo, forse un romanzo “Legal” dove si avvicendano le avventure legali di avvocati e imputati. Antonio scrive con garbo, eleganza, sapienza ovviamente, semplicità, con un affetto nei confronti dei suoi personaggi già tangibile. Scrive chiaro, non ci sono terminologie tecniche, non si sofferma troppo su concetti ed eventi. Scorre liscio e veloce nel racconto. Una lettura piacevole e facile. Forse classico romanzo estivo. Ma leggiamolo in qualunque occasione. Il suo personaggio protagonista mi ricorda però un po’ l’avvocato Guerrieri di Carofiglio, sfortunato un pò introspettivo, ma con l’asso nella manica per la risoluzione del caso.
Ecco il romanzo è un po’ tutto questo, l’essenza di una storia che può assolutamente avere un seguito se Antonio Monda volesse.
Buona lettura.

domenica, ottobre 05, 2008

ALMENO CREDO

credo che ci voglia un dio ed anche un bar
credo che stanotte ti verrò a trovare
per dirci tutto quello che dobbiamo dire
o almeno credo
credo proprio che non sia già tutto qui
e certi giorni invece credo sia così
credo al tuo odore e al modo in cui mi fai sentire
a questo credo
qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni
credo che ognuno si faccia il giro come viene
a suo modo qua non c'è mai stato solo un mondo
credo a quel tale che dice in giro
che l'amore porta amore credo
se ti serve chiamami scemo
ma io almeno
credo
se ti basta chiamami scemo
che io almeno credo nel rumore di chi sa tacere
che quando smetti di sperare inizi un pò a morire
credo al tuo amore e a quello che mi tira fuori
o almeno credo
credo che ci sia qualcosa chiuso a chiave
e che ogni verità può fare bene o fare male
credo che adesso mi devi far sentir le mani
che a quelle credo
qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni
credo che ognuno si faccia il giro come viene
a suo modo qua non c'è mai stato solo un mondo
credo a quel tale che dice in giro
che l'amore chiama amore
qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni
credo che ognuno si faccia il giro come viene
a suo modo qua non c'è mai stato solo un mondo
credo a quel tale che dice in giro
che l'amore porta amore
credo
se ti serve chiamami scemo
ma io almeno credo se ti basta chiamami scemo che io almeno...

(Ligabue)

mercoledì, ottobre 01, 2008

Un piccolo desiderio sciocco

Non serve andare lontano a volte
i desideri sono a un passo da noi
e senza neanche esprimerli
si avverano così semplicemente

Un camino acceso
caldo in una notte d'inverno fredda
con la sua luce
e il suo calore avvolgente

Un desiderio sciocco
quello di vivere quel piccolo istante
con te, stretta fra le tue braccia
sotto una coperta calda

forse corpi nudi a scaldarsi
forse solo occhi negli occhi
senza parole quando non servono
è la pelle a parlare.

Tu il mio sogno
che si avvera
davanti a un camino
che rimarrà per sempre nei nostri ricordi ...

domenica, settembre 28, 2008

Stadio - Stabiliamo un contatto ...

Tu hai una storia ed anch'io ce l'ho
e c'è ancora tanto da scrivere
ma se incarti il tuo cuore col cellophane
così non lo fai più vivere
mi fermo soltanto un attimo
lo so che è divieto, rimozione forzata
ma qui l'auto è bloccata
e uscire non so
va beh la multa pagherò ...
tu cerchi un amore platonico
e che non ti turbi l'animo
io sono bravissimo a chiacchiere
ma ho anch'io una casetta in Canada
facciamo qualcosa subito
tu credi nei sogni
o sei già preoccupata
se ti fossi stancata
non saremmo qui
e allora devi dirmi sì ...
Dai stabiliamo un contatto
ma facciamolo adesso
prima che sia troppo tardi
e che passino gli anni a cambiarci
stabiliamo un contatto
ma stabiliamolo adesso
prima che sia troppo tardi
prima che arrivi qualcuno a distrarci
stabiliamo un contatto ....... tra di noi!!!!

domenica, settembre 21, 2008

Non aver paura ...

Non aver paura dei sentimenti nuovi
Non aver paura di prendere una decisione
spesso rischiare paga
molto più che rimanere come si sta.
E se poi si sta male ripaga e come
Non temere di restare solo
non mi sembra che tu lo sia
Non aver paura del nuovo
spesso ti sorprende ...

venerdì, settembre 19, 2008

Sei ...

Sei il mio coraggio, la mia forza
le mie parole. Questo stai facendo
in questi giorni in cui ci siamo avvicinati.

giovedì, settembre 18, 2008

Silenzio ... amore

Il silenzio tra noi è parole
le parole tra noi sono vere
il cuore desidera più amore
e già ne da tanto

Non basta mai questa emozione
voglio viverla ogni giorno
sentirla sulla pelle
come il tuo profumo

Il sentimento che ho dentro
cresce piano momento dopo momento
e si fa forte, concreto.

Non spaventarti mai amore mio
di quello che stiamo vivendo
ci riempirà la vita.

giovedì, settembre 11, 2008

SAPPI AMORE MIO

Questo sono io
Tutta una vita per cercare di capire
il finto inverno misto al quasi eterno sole
cercare di capire se poi la fine è stato meglio rinunciare
Questo sono io
eppure inizio bene ma non so finire
rifaccio cose che dovevano servire
a non ricadere per non pagare più lo stesso errore...
Tu, tu, tu
Sappi amore mio
che se avanza un pezzo di sto cuore è cuore tuo
tu dici sì per sempre io per non morire
ho tatuato te
Sappi amore mio
che adesso io e te siam diventati noi
i giorni intensi sono i giorni da rifare senti amore mio...
Sappi amore mio oh oh
Sappi amore mio oh oh
Questo sono io
non sono mica da dover poi perdonare
dovresti credermi e sapermi accettare
te lo voglio dire io più te fa noi la somma
di io distratto e tu perfetta tu...
Tu, tu, tu
Sappi amore mio
Che se avanza un pezzo di sto cuore è cuore tuo
Tu dici sì per sempre io per non morire
Ho tatuato te
Sappi amore mio
Che adesso io e te siam diventati noi
I giorni intensi sono i giorni da rifare
Senti amore mio...
Sappi amore mio
Che brutto tempo non è sempre un temporale
Che sei la pelle che ho deciso di tenere
Qua tra poco nevica
Sappi amore mio
Sappi amore mio
Questo sono io!

B.Antonacci

mercoledì, settembre 10, 2008

I tuoi occhi

Vorrei vedere il mondo
con i tuoi occhi.
Ti osservo mentre
ti guardi intorno e
mi chiedo cosa pensi
quando un qualcosa
ti stupisce all'improvviso.

Vorrei vedere il giorno
con i tuoi occhi.
Quel sole che attraversa le ossa
e ti fa sentire vivo.

Vorrei vedere la notte
con i tuoi occhi.
La luna che sorge
sulle nostre teste
il fresco dell'aria estiva
su una spiaggia d'agosto.

domenica, settembre 07, 2008

Sempre l'attesa

Un'attesa lunga
di soli pochi giorni in fondo
che si sono trasformati
in una specie di
eternità sospesa nel tempo.
Poche ore al tuo viaggio
di ritorno
ma queste ultime ore
sembrano le più lunghe
sospese nel cielo scuro
della sera ad aspettare
un segno, una voce che possa dire
"sono arrivato"! ...

sabato, settembre 06, 2008

COSA NON TI ASPETTI

Le cose tristi della vita
sono sempre compensate
da cose
inaspettate e piacevoli.

Oggi tu sei stato una virgola triste.
Un dolce nuovo amico
il punto piacevole
a una giornata incerta
e piena di domande ...

Quando tornerai e potrò
guardarti gli occhi
capirò se davvero la vita
mi ha dato per un giorno
una virgola triste e
un punto piacevole
a chiudere una giornata difficile...

Cosa accadrà non lo so
dipenderà da noi due
so solo che oggi davvero
non mi aspettavo la tua
improvvisa assenza.

mercoledì, settembre 03, 2008

Tempo e ansia

Qui il tempo oggi sembra sospeso, fermo, in attesa di qualcosa che non so cosa sia. O meglio lo so. Ma il tempo mi da l'ansia. Quando passa in fretta mi da l'idea di non aver vissuto abbastanza intensamente, quando non passa mi da l'idea che quello che sto vivendo non sia quello che voglio e che mi fa bene. So bene che in realtà passa tutto uguale, ma è strano fare caso al fatto che a seconda del nostro stato d'animo i minuti diventino vento leggero o macigni pesantissimi.
E pure la vita è un soffio, è brevissima, non sappiamo quando ci si possa sbriciolare in mano. E perdiamo fin troppo tempo a pensare e a soppesare eventi e mutamenti. Pure troppo! Non riusciamo a viverci con serenità quello che ci capita, dobbiamo sempre in qualche modo complicarci la vita e pensare che quello che ci accade vada modificato a nostro giudizio in qualche modo, in qualsiasi modo, fino a sciupare tutto in nome di non si sa quale principio che diciamo di seguire pedissequamente. Persone passano nella nostra storia, ci lasciano insegnamenti, ci lasciano ferite nel cuore, restano con noi parecchio tempo o pochissimi giorni, non ci lasciano niente. La vita è bella perchè è varia???? Si forse si, ma dovremmo essere capaci di prendere quello che ci viene dato senza starci a fare tanti inutili giri mentali che sono quelli che per primi sciupano tutto anche la magia di un piccolissimo e semplicissimo momento.
Tempo però adesso passa per favore, mi viene l'ansia ...

martedì, settembre 02, 2008

Paura di amare

Io credo che l'amore sia completamento di due persone, il guaio è riuscire a incontrare la persona che si specchia perfettamente in noi e riconoscerla. Certo che abbiamo paura di amare, perchè in questa società abbiamo principalmente paura di dare senza ricevere. Invece l'amore incondizionato questo vuole, da senza pretendere e casomai prima o poi raccoglierà dei frutti, ovvio quando meno te lo aspetti. Chi ha paura di esprimere i proprio sentimenti, quelli veri che ti scoprono l'anima, è chi rinuncia a provarli per timore di soffrire ancora. Rimanere in quel limbo dorato senza emozioni pensando che sia la panacea di tutti i mali. Non è vivere. La vita è una sola e andrebbe vissuta a pieno anche con i dolori profondi. Ma non tutti abbiamo il coraggio e la forza e la sicurezza interiori di farlo. E si sbaglia perchè ogni piccolo tassello della vita comprese le sofferenze d'amore, compongono la nostra esperienza, quell'imparare a comportarci nelle situazioni future. Non si può rinnegare di vivere la vita quando si pensa che il momento è arrivato. Poi il fatto che l'innamoramento fosse magari solo da una parte è un'altra storia. A volte bisogna fare attenzione alle cosiddette "scuse" o giustificazioni, che vanno a coprire verità scomode.

venerdì, agosto 29, 2008

Parti sereno!!!

Amore mio, adesso vai sereno sulle ali del riposo. Vai in ferie e fai questo viaggio per tranquillizarti e riflettere serenamente. Quando tornerai fra una settimana sarò qui per abbracciarti stretto a me, cosa che mi piace sempre moltissimo. Buonviaggio ...

mercoledì, agosto 27, 2008

Trudi Giù

Questo per la Trudi è l"l'Orsetto DANTE", io invece vi presento il mio "Giù". L'ho chiamato così ma non vi deve interessare il perchè o il percome. Volevo solo presentarvelo. Dire che da questa sera è con me, a casa, a farmi compagnia, in un letto ormai tanto grande.
Magari una volta vi posterò la foto del mio primo orsetto Trudi, è ancora con me dopo praticamente 30 anni della nostra vita insieme o anche qualcosina in più. Meraviglioso. Ha il pelo ormai riccetto dopo svariati lavaggi, ma è sempre la' imperterrito a fare la sua vita con me.
Ora però c'è Giù che è il regalo affettuoso di una persona speciale. Pensate mentre scrivo guarda lo schermo proprio insieme a me. Sta seduto, dritto sulle mia gambe e osserva silenzioso! Sarà di peluche ma è caldo e compagnone più di tante malefiche e inutili malelingue. Meglio un peluche senza dubbio alcuno!
Benarrivato Giù piccolo mio!!!!

martedì, agosto 26, 2008

Ligabue dedicata

Ligabue - E' più forte di me

L'una e mezzo e non mi passa
l'una e mezzo e adesso esco
sono cotto catturato
sono come mi hai conciato
l'una e mezzo ed è un tormento
sei là fuori e sei qui dentro
sei dovunque sei comunque al centro
è più forte di me questo gioco d'amore
si può solo guardare come va a finire
è più forte di me questo gioco d'amore
questa gabbia di nervi e gusto e buon odore
quattro e mezzo e suda il vetro
cosa ci disegno sopra?
tu da quello io con questa
tanto per non stare indietro
lei che ce la mette tutta
ma ti porta sempre in faccia
siamo in troppi io e lei in questo letto
è più forte di me questo gioco d'amore
si può solo guardare come va a finire
è più forte di me questo gioco d'amore
questa gabbia di nervi e gusto e buon odore
nel bene nel male nell'occhio del ciclone
nel male nel bene finchè notte ci separi
sette e mezzo e sempre in giro
ma non girano i pensieri
sei dovunque sei comunque
sei la malattia e la cura
e chissà se adesso dormi
e chissà che non ritorni
sei dovunque sei comunque intorno
è più forte di me questo gioco d'amore
si può solo guardare come va a finire
è più forte di me questo gioco d'amore
questa gabbia di nervi e gusto e buon odore
nel bene nel male nell'occhio del ciclone
nel male nel bene finchè notte ci separi

lunedì, agosto 25, 2008

A TE ... quindi A ME

Mi è stata dedicata. Mi è stato detto: "non dirmi che non ti piace" ... non l'avevo ascoltata con attenzione. Era una dedica di Jovanotti alla SUA compagna, eppure ognuno di noi può prendere una canzone, le parole di un altro, e farle proprie. Così TU l'hai fatta tua perchè quelle parole si sono rispecchiate in te ed eccola qui ... e adesso posso dire "CERTO CHE MI PIACE" ... è davvero molto bella ... grazie, grazie a TE e al tuo continuo pensiero ... ora mi sento come mi vedi ...

A TE (Jovanotti)

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
tringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me a te che hai reso la mia vita bella da morire,
che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei,
semplicemente sei,
sostanza dei giorni miei,
sostanza dei sogni miei... e a te che sei,
semplicemente sei,
compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...

sabato, agosto 23, 2008

SMERALDO

La pietra per eccellenza. Il colore riesce a farmi sentire serena e tranquilla. Il verde, il colore del mare cristallino, è un colore freddo che riesce a essere caldissimo. Trasmette energia positiva. luminosità. Non deve essere troppo chiaro ma neanche troppo scuro, qualche inclusione lo rende perfetto e originale se si tratta della pietra.
E' il mio colore, è la mia pietra. Sa essere misteriosa e affascinante, sa essere sensuale e accattivante.

Il rifugio

Quale rifugio vorresti amore?
come potrebbe essere?
Un posto piccolo
con le luci calde e soffuse
elegante e sobrio
Quelle mura rustiche a mattoncino
Un letto in ferro battuto
con le lenzuola di raso rosso magari
O una ampia stanza luminosa
con una grande vetrata su una vallata verde
o magari su un mare blu
E sempre quelle mura a mattoncino
magari con un camino dentro
e quel letto ancora una volta
con le lenzuola rosse.
I colori amore
dovranno essere pastello ma sgargianti
come sei tu
come sono io
come siamo io e te ... insieme ...

Solo Vorrei

Oggi sono solo vorrei
vorrei stare sempre con te
vorrei stringerti a me
vorrei poter accarezzarti
senza pensare
vorrei stare tra le tue braccia
vorrei dirti "SI"
vorrei guardarti gli occhi
vorrei baciare le tue labbra
vorrei dedicarti canzoni
vorrei che tu capissi
senza paura
cosa stai diventando
e cosa mi stai regalando.

venerdì, agosto 22, 2008

Incanto

Vorrei svegliarmi con te
in un posto d'incanto
una colazione da re
fra baci caldi
e sguardi languidi
Vorrei fare con te
tutto quello che non ho fatto
mai nella vita
Vorrei avere la possibilità
di sognare ancora
una vita di emozioni
come quelle che sto vivendo ora
e che solo tu sai darmi

giovedì, agosto 21, 2008

Un sogno


E' notte inoltrata
sono stesa sul letto
a sognar di te, ma poi
voglio addormentarmi subito
perchè arrivi presto domattina
per sentire la tua voce
per leggere i tuoi pensieri
per rivedere i tuoi occhi
per assaporare le tue labbra
per scaldarmi tra le tue braccia
Ma se sei un sogno e sto dormendo
allora non svegliarmi perchè
questo sogno vorrei farlo all'infinito
perchè più ti guardo
e più mi chiedo se esisti davvero
perchè tutta la tua dolcezza adesso
a me non sembra giusta
e fa immensamente paura.

lunedì, agosto 18, 2008

Addio Grande Presidente


Francesco Totti - il suo Pupillo la sua grande scoperta, un figlio ....

Roma oggi si è svegliata un po' più povera. Abbiamo perso stanotte un grande uomo, un uomo che ha fatto Roma grande e l'ha resa più forte. Il Presidente Franco Sensi tanti anni fa prese per mano una squadretta (come veniva a volte sbeffeggiata la Roma) e l'ha resa grande, l'ha riportata in alto nelle classifiche, l'ha resa pericolosa e vincente, le ha ridato la voglia di essere in cima, e le ha ridato il cuore e la passionalità per crederci sempre e comunque.
Il Presidente era un padre per tutti noi. Di lui non si può dire che fosse solo un imprenditore interessato al ritorno economico, non per la Roma almeno. Qui c'era passione e amore per i nostri colori, così caldi e solari. Come lui, un uomo energico, caldo, passionale dal carattere di ferro che non è mai sottostato ai grandi poteri del calcio. MAI. Noi oggi piangiamo la scomparsa di un uomo che ha ridato a noi la SQUADRA della capitale, dandoci le soddisfazioni più grandi degli ultimi anni. Almeno per me dopo anni di bassa classifica a volte non serve vincere, perchè è già una grande soddisfazione sentir parlare della Roma tra le grandi e vederla tra queste. Non si può dimenticare un uomo come lui e tutto quello che ci ha regalato con il cuore, credendoci.
Addio Caro Franco. Per me sarai sempre il presidente della rinascita e della vittoria. GRAZIE

martedì, agosto 12, 2008

Stile libero


Cina 2008 - Olimpiadi
Disciplina: Nuoto
E' divertente seguire le olimpiadi di nuoto. Oggi seguivo le batterie del 100m Stile libero per la qualificazione alle semifinali. I 100 metri è la gare più veloce, due vasche, potenza e rapidità nei movimenti. Mi soffermo ad osservare la modalità. Bracciate, sgambate, ovviamente e il viso sotto l'acqua per almeno due bracciate, viso di lato, aria e di nuovo giù. Ecco. Questa era una cosa (e lo è tutt'ora) che non sopportavo assolutamente quando seguivo i corsi di nuoto. Il mio istruttore si disperava e strillava a tuta voce "giùùùùùùùù quella faccia" ... e io la mettevo giù il tempo della doppia bracciata solo se lui mi osservava dopodiche di nuovo fuori e la mia vasca andava così. Ripensando a quella occasione, alle mie vasche, mi è tornato in mente che seppur piccola (frequentavo elementari e medie poi ho dovuto smettere per un'allergia ai vapori di cloro) nuotavo e riflettevo. Sbuffavo per lo più, forse mi annoiavo anche un po, lo sentivo come un obbligo poco divertente, e quel mettere il viso nell'acqua era davvero terribile per me. Non ho mai sopportato l'acqua sul viso, nel naso! Quella mancanza non controllata (perchè non sapevo controllarla) di aria. Eppure dovevo solo prendere fiato e buttare l'aria sotto, ma anche le orecchie quel non sentire più niente solo l'acqua che attutisce e silenzia tutto. All'improvviso fuori dal mondo e dalla realtà. Una sensazione che non sopportavo! A oggi penso che sono sempre stata troppo cerebrale nelle mie cose e non mi sapevo godere gli eventi. Ad esempio avevo il terrore di tuffarmi in avanti e così sempre giù a candela così toccavo il fondo e tornavo subito su perchè era la parte bassa e mi sentivo tranquilla. Ma che ragionamento!!! A galla ci sapevo stare se no le vasche non le potevo fare ... tutto un blocco della mia cocciuta testolina.
Eppure adesso rivedendo le piscine olimpioniche, i campioni in gara, mi torna la fantasia di ritrovrmi in acqua e riprovarci. Solo la mia allergia ... potrei farlo solo in estate con piscine all'aperto. Peccato però ...

lunedì, agosto 11, 2008

Stelle cadenti


Ogni tanto guardo il piccolo scorcio scuro fuori dalla mia piccola finestra della camera da letto! Spero di poterne vedere una cadere in quel rettangolo ma chissà se sono così fortunata. Le luci intorno, quelle del giardino, sono parecchie e rendono la cosa un po più difficile da ammirare, ma ci provo lo stesso, chissà che non capiti ...

Ma mi chiedo: che desiderio ho da esprimere? Ne ho qualcuno e ognuno sembra a momenti avere la precedenza sull'altro. Ma magari è anche inutile che mi ponga la domanda sulla scelta, visto che è più probabile che non ne veda affatto ...

Filippo Magnini

Ma se questo bel ragazzo vi si avvicina, o vi siede accanto per caso, non restreste senza favella belle donzelle? Io SI ... E per vincere la mia timidezza dovrei fare un enorme sforzo. Anche perchè saprei di avere vicino non solo un gran bel ragazzo, ma anche un tipo "famoso" ... per chi segue il nuoto il belfusto in questione è Filippo Magnini ...

sabato, agosto 09, 2008

Un Amore Rosa Shokking

Ecco. La veste, la copertina, quella a volte è una cosa che diventa primaria per il concetto di vendita. E così girando per un Feltrinelli di Roma mi sono ritrovata tra le mani questo libro. Non ci crederete ma mi ha fatto tornare la voglia di leggere. Non è un libro "perfetto" ha degli errori che spero a volte siano solo di stampa, ma ne ha due concettuali. Pazienza ... alla fine è la storiella che ti trascina dentro questo "mondo rosa shokking" fatto di donne che vivono la Milano di oggi con le difficoltà economiche di oggi. Donne che si inventano del tutto un lavoro e lo portano avanti credendoci e lavorandoci 24 ore su 24. Idee nuove continue, il lavoro non si ferma e porta avanti anche un tema sociale, l'integrazione delle donne extracomunitarie nel mondo del lavoro italiano. Ma non solo questo. Realizzano un asilo dove le donne che lavorano possano lasciare i loro figli senza spendere troppo e da questo poi si apre tutto un ulteriore mondo del lavoro.
Ovviamente intorno a un discorso prettamente lavoratico, c'è la vita della protagonista, i suoi desideri, i bisogni, la sua realtà familiare, i suoi incontri che creano lentamente alti capitoli e personaggi del libro. Insomma a parte qualche pecca tuttosommato si fa leggere, si fa apprezzare! E' una storia leggera, divertente, con sfumature e piccoli spunti di riflessione. Vi dico solo che per la prima volta in vita mia ho sottolineato dei concetti e delle frasi ... quindi questo significa che il libro ha colpito nel segno ... mi ha interessata e anche affascinata. Se vi va qualcosa di leggero questo libro va bene ...

S O R P R E S A ....

Amo molto le sorprese, quelle belle fatte con il cuore da chi ti vuole bene o ancora meglio da chi non sai ancora che ti vuole bene.
Non parlo solamente del "regalo da scartare" per scoprirne il contenuto sicuramente inaspettato, piuttosto delle cose più inaspettate. Soprattutto un qualcuno che non ti aspettavi e che all'improvviso ti si presenta davanti con un grande sorriso e le braccia aperte. "Eccomi qui". Ecco questa è la cosa che più può rendermi felice da parte di un amico o di una amica nuova o "datata" come si usa dire degli amici di vecchia data, di quegli amici di sempre che la routine ti allontana. Oppure ancora più bella è la sorpresa da parte di un affetto che ti dimostra che quell'affetto sta crescendo anche se lentamente e in silenzio. Quel eccomi o quel ti stavo pensando, oppure un avevo voglia di sentirti o vederti assume un valore nuovo e diverso. Anche una telefonata con il "sai ti volevo sentire" vuol dire che sei nei pensieri di quella persona e che in quel momento ha sentito il bisogno della presenza, della voce, della vicinanza. Ecco questo tipo di sorprese mi ridanno fiducia nella vita, nelle persone e in me soprattutto. Mi devo fare forza, lo so che ci posso riuscire ...

venerdì, agosto 08, 2008

OLIMPIADI 2008 CHE EMOZIONE

Servono parole?
Emozionante l'apertura. La loro cultura orientale si presenta vera e reale sorpassando il problema politico che li avvolge.
La Cina del passato, la Cina di oggi, quella tecnologica e più ricca. La Cina dell'arte e delle tradizioni salde e rispettate.
Una cerimonia che mostra una identità precisa ma che apre il suo mondo al mondo.
Sfilano gli atleti, le delegazioni, ognuno con le proprie tradizioni e cultura. Tutto è emozionante, passa e non torna!
Ne vale la pena seguire l'evento, sempre ...

giovedì, agosto 07, 2008

Scrivere

E' una mia passione. Da sempre. Mi da la possibilità di esprimermi. Ma in questo periodo è difficile. Mi metto davanti al mio taccuino, foglio bianco e penna in mano rigorosamente nera, ma niente. Escono poche parole banali che mentre vanno mi dicono sempre meno ... e soprattutto non esprimono ciò che vorrei.
A chi mi legge ... portate pazienza ... tornerò, o perlomeno ci provo in tutti i modi.

giovedì, luglio 31, 2008

Un'Alba

Alba sussurri i miei desideri
a un vento leggero e fresco
Porti via i miei pensieri
giochi rosea sul mare
e accendi il nuovo giorno.
Resto lì seduta
a guardarti mentre
danzi e sali a illuminare
ogni cosa ...
e io forse silenziosamente
riprendo a scrivere.

sabato, giugno 07, 2008

QUESTA E' LA MIA VITA (Ligabue)

Questa è la mia vita
Se ho bisogno te lo dico
Sono io che guido
Io che vado fuori strada
Sempre io che pago
Non è mai successo
Che pagassero per me
Questa è la mia vita
Se entri chiedimi il permesso
Portami una gita
Fammi ridere di gusto
Porta la tua vita
Che vediamo che succede
A mescolarle un po'
E ora che ci sei
Dato che ci sei
Fammi fare un giro
Su chi non sono stato mai
Dato che ci sei
Come io vorrei
Questa è la mia vita
Sono quello che ci pensa
Porta un paio d'ore
Una notte bella densa
Trattamela bene
Che al momento è solo questa
E poi.. vedremo poi
Questa è la mia vita
Certi giorni non si batte
Certi altri meno
E' così che va per tutti
Certi giorni è poca
Certi giorni sembra troppa
E invece non lo è mai
E ora che ci sei
Dato che ci sei
Fammi fare un giro
Su chi non sono stato mai
Dato che ci sei
Come io vorrei
Questa è la mia vita
Tieniteli te i consigli
Io non l'ho capita
Figurati se tu fai meglio
Porta la tua vita
E vediamo che succede
A mescolarle un po'
E ora che ci sei
Dato che ci sei
Fammi fare un giro
Su chi non sono stato mai
Dato che ci sei
Come io vorrei

sabato, maggio 24, 2008

GRAZIE ROMA ANCORA E ANCORA




Lo scudetto? Pazienza!

Ma almeno la coppa Italia vinta contro i nuovi Campioni d'Italia è una gran bella soddisfazione. E GODOOOOOOOOOO da paura.

I ragazzi sono uno squadrone meraviglioso, hanon cuore, amano la loro squadra, le appartengono realmente, sono uniti e questa è la loro vera grande forza. Si abbattono e rinascono. Ci regalano quese grandi favole. Ed è bello vederli ridere, è bello vederli intorno al capitano quando alza la Coppa. Il trofeo ce lo siamo guadagnato lo scorso anno e ce lo teniamo stretto in questo.

Va bene così ragazzi è sempre una emozione che non so spiegare vedervi vincere anche contro tute i pronostici e tutte le avversità. Giocare con il cuore e non solo con la testa paga sempre.

GRAZIE ROMA!!!!!

domenica, maggio 11, 2008

MA QUANTO GODOOOOOOO....-1


QUESTA LA DEDICHIAMO AL CAPITANO E ALLA SUA FORZA....SEMPRE GRAZIE "ROMA" PERCHE' COMUNQUE VADA CI FAI SOGNARE....E STO -1 E' GIA' UN REGALO ENORME!!!!

lunedì, maggio 05, 2008

Il Solito Sesso - Max Gazzè

Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa,
ti ho chiamata solo per sentirti e basta…
si, lo so, è passata appena un’ora, ma ascolta:
c’è che la tua voce, chissà come, mi manca.
Se in quello che hai detto ci credevi davvero,
vorrei tanto che lo ripetessi di nuovo…
dicono che gli occhi fanno un uomo sincero,
allora stai zitta, non parlarmi nemmeno.
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Perché, sai, non capita poi tanto spesso
che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
ed ho l’età che tutto sembra meno importante,
ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente.
Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte:
se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
Però sono sicuro che saranno carezze,
se per avere te un pochino almeno servisse.
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Chiuderò la curva dell’arcobaleno
per immaginarlo come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo
ci farò un bracciale di regina…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza
è quello che ho provato prima in tua presenza…
dicono che gli angeli amano in silenzio,
ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.
Sento che respiri forte in questa cornetta…
maledetta, mi separa dalla tua bocca!
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Correrò veloce contro le valanghe
per poi regalarti la fiamma del vulcano,
respirerò dove l’abisso discende
e avrai tutte le piogge nella tua mano…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Posso rivederti questa sera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…
Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto

giovedì, maggio 01, 2008

Ogni giorno ad ogni ora - Le Vibrazioni

Le foglie per terra e le nuvole nel cielo
mi parlano di amori perduti in un sentiero
dove filtra a mala pena una luce fresca e pura.
La nebbia dei passi poi, l'immagine confusa cammina
avvolta in un mantello e si gira.
Gli uccelli sui rami in un mattino addormentato
si svegliano d'incanto con poetiche armonie,
ricordandomi le notti insonne spese in nuove danze oscure.
Ogni giorno ad ogni ora c'è una nuova realtà
che vive in funzione delle tue emozioni
e questa carne che hai prima o poi svanirà!
Ogni giorno ad ogni ora dimmi di si,
perchè vivo in funzione delle mie emozioni
e questa carne che ho prima o poi svanirà....
prima o poi svanirà!!
Le rime in un poema ci incantano e ci spogliano
su un letto di spine dove passano fugaci ardori.
E un incontenibile piacere cerca il tuo respiro.
Ogni giorno ad ogni ora c'è una nuova realtà
che vive in funzione delle tue emozioni
e questa carne che hai prima o poi svanirà!
Ogni giorno ad ogni ora dimmi di si,
perchè vivo in funzione delle mie emozioni
e questa carne che ho prima o poi svanirà....
prima o poi svanirà!!

mercoledì, aprile 30, 2008

Spumante Rosè Dry – Cuvèe di Gabry


Chiudiamo aprile con una serie di cosette interessanti e cominciamo subito con il segnalare un interessante etichetta che ho degustato da poco e che mi ha soddisfatto parecchio.


Spumante Rosè Dry – Cuvèe di Gabry
Produttore: La Tordera (Vidor – Treviso)

Ho conosciuto questa azienda ad una degustazione in AIS Roma. Mi ha colpito la ricercatezza della bottiglia e dell’etichetta e quel suo colore rosa tenue (ma non troppo) ma brillante nella bottiglia bianca.
Così ho deciso di assaggiarlo e al naso è stata una esplosione di fiori e frutti (roselline e fragoline ribes, frutti rossi dolci e freschi, un leggero erbaceo o sentori di spezie fresche), di una sorta di leggera aromaticità. In bocca la stessa esplosione di quei profumi, perfettamente corrispondenti al palato. Il fatto di essere un Dry lo rende più dolce di un brut. Quindi delicato e profumato, adatto ad aperitivi leggeri, accompagna tranquillamente l’incontro in chiacchiere di amici intorno a un tavolo. Scende giù delicato e allegro, fresco, con una buona spalla acida, una sua mineralità sicuramente data dal terreno, risulta sicuramente molto piacevole e delicato. Si lascia bere. Frutto dell’unione di uve Merlot con Incrocio Manzoni è un po’ la particolarità di questa azienda. L’etichetta lo differenzia dalle altre espressione dell’azienda e del loro territorio. Il prodotto per intero è stato voluto fortemente dalla giovane produttrice che gestisce il marketing aziendale. E’ stato insignito di menzione al Vinitaly 2006.


giovedì, aprile 17, 2008

Ristorante IL PAGLIACCIO - Roma

Ristorante IL PAGLIACCIO - Via dei Banchi Vecchi - Roma

Le mie foto non sono sicuramente belle e perfette anche perché le ho scattate con il telefonino (che si è rivelato una gran bella macchina fotografica) e senza flash per non disturbare i vicini di tavolo. Ho solo le foto dei miei piatti perché non facevo in tempo a inquadrare che Lorenzo aveva già provveduto ad assaggiare il suo piatto (cappesante e poi tartare di manzo). Mi ritrovo solo il suo dolce.
Per aprire ci hanno versato uno Spumante Brut, Trento doc, (Chardonnay in purezza) az. Balter. Lo chef per apertura della cena ci ha fatto servire:

nodo di coniglio fritto in zuppa di ceci.

A la carta ho scelto:
Calamari ripieni (ananas e pomodoro), terrina di vitella fritta

Petto di pollo e asparagi, gamberi fritti e salsa di mango

Tutti e due accompagnati dal bianco Sole e Vento di Marco de Bartoli (Inzolia e Zibibbo); 13%. L’annata non la ricordo anche perché la bottiglia non è mai stata al tavolo, ma era in fresco e il vino ci veniva servito ogni qualvolta trovavano il bicchiere quasi vuoto. Così come anche l’acqua.
Non ho preso primi piatti, non sono più abituata a pasti completi ne a mangiare tanto soprattutto di sera. Quindi dopo queste due splendide e perfette portate dai gusti perfetti e insoliti per me, che si sono sposati perfettamente con il vino (tendenze dolci, sapide, aromatiche tutto sposato perfettamente) sono passata al dolce, ovvero:

Pera arrosto, gelato di miele e lavanda.

Il pre-dessert era una gelatina di campari con gelato all’olio di oliva.


Il dolce è stato accompagnato come da menù con un Beerenauslese di Kracher 2006, perfetto nell’abbinamento, esaltava alla perfezione sia la pera che il gelato di miele e lavanda.


Lorenzo ha scelto Gelato al cioccolato bianco, biscotto di nocciole e lamponi marinati con al calice un Orvieto Classico Sup.Dolce “Calcaia” az. Barberani.
Una cena estremamente elegante e raffinata, nei sapori netti e piacevoli. Gusti e sapori sposati perfettamente. Bella la presentazione dei piatti, il servizio impeccabile, sei seguito e servito per filo e per segno. Sono attenti alle esigenze del cliente, ai desideri, ai gusti. Elegante in tutto.
Consigliatissimo se volete passare una serata mangiando bene un po’ fuori dal tempo, nel centro di Roma dove si incontrano storia, tradizione e innovazione.

mercoledì, aprile 16, 2008

VINO e CUCINA in Sicilia


Tratto da “Le ali della sfinge”, capitolo Sei, di Andrea Camilleri, Ed. Sellerio Palermo.

Raprì il frigorifero e ristò sdilluso. Fatta cizzione d’aulive e tumazzo non c’era altro. Vuoi vidimi che sarebbero stati costretti a nesciri di casa per circare un posto dove mangiare? Raprì il forno.
“Omo di poca fedi!” si rimproverò.
Adelina aviva preparato pasta ‘ncasciata e melanzane alla parmigiana, abbassava addrumare il forno e riscaldare tanticchia.
[…]
Se la pasta ‘ncasciata, quanno scomparse, fu rimpianta assà, le melanzane alla parmigiana si meritarono, arrivate al termine, ‘na speci di lungo lamento funebre. Colla pasta, trovò onorevole morte macari ‘na bottiglia di un bianco tenero e ‘ngannevoli, con le melanzane si sacrificò invece ‘na mezza bottiglia di un altro bianco che, sutta ‘n’apparenza di mitezza, ammucchiava un animo tradimentoso.


Tratto da “Le ali della sfinge”, capitolo Tredici, di Andrea Camilleri, Ed. Sellerio Palermo.

“Fate lessare un cavolfiore in acqua salata, tiratelo fora al dente e tagliatelo a tocchi. Fatelo ‘nsaporiri dintra a un tegame indove aviti soffritto ‘na cipuddruzza tagliata a fettine. A parte, friggiti un bel pezzo di sasizza frisca e appena che addiventa dorata, tagliatela a dischetti massimo di un centilimetro, livannogli la pellicina. Mittiti ‘nzemmula cavolfiore e sasizza nell’oglio di frittura, aggiungendo qualichi patata tagliata a dischi trasparenti, ulive nìvure spezzettate, sali e spezie. Ammiscate bene questa composta. Con tanticchia di pasta di pani lievitata fate ‘na sfoglia a disco e assistematela in una tortiera a bordo alto, inchitela con la composta, ricoprite con un altro disco di pasta di pani incollando bene i bordi. Ungete le parti superiori con sugna e mettiti la tortiera nel furno caldissimo. Tirate fora appena si dora (ma ci vorrà ‘na mezz’orata!).

Questa è la ricetta della ‘mpanata di maiali che il commissario si fici dettare doppo che con Fazio sinni era liccato i dita. Come primo piatto, si erano tinuti liggeri: risu alla siciliana, vale a dire che si sentivano i sapori di vinu, acìto, angiovi salate, oglio. Pummadoro, suco di limoni, sali, pipironcino, maggiorana, vasilico e aulive nìvure, ossia passaluna.
Erano piatti che chiamavano vino, e la chiamata non ristò senza risposta.
[...]

Camilleri nei suoi romanzi, tiene sempre in grande considerazione quella che è la cucina siciliana. Il suo personaggio Montalbano è un buongustaio, un vero amante della buona tavola. E così leggendo il terz’ultimo romanzo scritto da Camilleri sulle storie del Commissario di Vigata, ho tratto questi due spunti così interessanti. Mi domandavo però quale sia il motivo per il quale Camilleri il discorso “VINO” lo tocchi solo in modo marginale. Eppure la bella terra di Sicilia ne ha di scelte e di tipologie. Ne ha da vendere! Ha una vasta scelta di prodotti realizzati grazie alla forte presenza di cosiddetti vitigni autoctoni. Ad esempio il Nero d’Avola suo rosso per eccellenza, quello che la contraddistingue sugli altri, quello che porta in se il vero sapore della terra di Sicilia. O anche tra i bianchi l’inzolia o il grillo, il catarratto, fino ad arrivare all’indimenticabile quanto perfetto passito di Pantelleria realizzato con le uve Moscato di Alessandria altrimenti dette Zibibbo. Ne avrebbe di scelte anche senza fare nomi di produttori, basterebbe menzionare il vitigno e si avrebbe comunque già un più che ottimo risultato. Per i famigerati piatti di pesce che Montalbano ama mangiare i vini bianchi potrebbero proprio essere quelli che ho poco fa menzionato, oppure un blend tra alcuni di questi. Che so un catarratto più inzolia, perché no. Ci sono anche realtà produttive che vedono vinificare Chardonnay in purezza anche se tra la terra il sole e il legno che in Sicilia si ha l’abitudine di usare per questo vino, diventa forse troppo corposo, con un giallo dorato molto intenso, ma il legno che pur essendo elegante e un buon legno, risulta comunque troppo persistente, creando al palato una nota dura, ammandorlata, quasi pesante. Beh poi certo bisognerebbe studiare la composizione del piatto (o dei piatti) per poter stabilire realmente quale potrebbe essere il vino adatto. Se Camilleri alla fine ci dice che quel bianco era “tradimentoso” ci dobbiamo ricordare che il sole concentra zuccheri nell’uva che poi trasformandosi in alcol lasciano al vino una gradazione piuttosto forte. Non troviamo con molto facilità vini al di sotto dei 13,5%. Questo Camilleri lo sa benissimo. Però a volte, senza esagerare e non per forza ogni volta, il discorso vino tra le righe può starci anche bene...

domenica, aprile 13, 2008

Il pensiero va ad ALEX

Era il 13 aprile di ormai 6 anni fa. E ricevevo questa tristissima notizia. Dopo giorni di coma profondo ci lasciava una delle voci più belle del panorama musicale Italiano, ALEX BARONI. Aveva ancora tanta strada da fare di fronte a lui come cantautore. Nato a Milano il 22 dicembre del 2006, ci lascia a causa di un gravissimo incidente stradale (anche molto banale a dire il vero) a Roma, Circonvallazione Clodia. La sua moto viene investita da un'auto che gli taglia nettamente la strada. E' marzo e il 13 aprile dopo tre settimane di coma il suo cuore smette di battere e la sua anima diventa immensa ai nostri occhi, che lo seguivamo con stima e affetto.

Metto qui una delle sue canzoni per me più belle. E' la prima dell'ultimo CD prima della scomparsa. La particolarità nel testo è che sembrava si sentisse in arrivo un cambiamento davvero molto radicale (più di così!!!). Mi manca quella voce. La teniamo viva nei ricordi sul suo sito dove ancora vive "il muretto". E' una piccola oasi, un forum, dove scriviamo in tanti e ci si conosce in alcune occasioni. Il fratello dalla sua scomparsa ha creato una fondazione e la vendita della musica di Alex va in beneficienza. Quello che poi avrebbe voluto fare lui.

Un abbraccio al mio Alex che non ho mai smesso di seguire da quel giorno...


Pavimento Liquido

E dire che non ci penso quasi più
il mio pianeta ormai, é piccolo laggiù.
Quanta libertà oltre queste nuvole
nuovi mondi ma, io sto cercando te

Sto cercando te da tanto tempo ormai
nel vuoto dentro me, una cometa sei.
E io vivo fra le nuvole,
vivo senza regole
infinito viaggio verso te.
Pavimento liquido un amore solido
nello spazio aperto io vorrei, vorrei
La velocità é al limite rallentare solo un po'
Ti riprenderò, -non é facile-,
fra le stelle che non muoiono sarò non ritornerò,
non posso farlo più.
Sto cercando te, da tanto tempo ormai
nel vuoto dentro me una cometa sei
E io vivo fra le nuvole,
vivo senza regole
infinito viaggio verso te.
Pavimento liquido un amore solido
nello spazio aperto io vorrei, vorrei oh vorrei
Tempo ci sarà finchè mi manchi tu
lo spazio finirà, se non ti cerco più
Vivo fra le nuvole,
vivo senza regole
infinito viaggio verso te - senza limite-
Pavimento liquido un amore solido
nello spazio aperto io vorrei -non é facile-.
Vivo fra le nuvole,
vivo senza regole
infinito viaggio verso te. - senza limite-
Pavimento liquido un amore solido
nello spazio aperto io vorrei,-non é facile.

Giorgia pochissimo tempo dopo pubblica (non come singolo ma solo all'interno della sua raccolta) una canzone a lui dedicata dal titolo MARZO. La loro favola d'amore era terminata da poco tempo dopo una non breve convinvenza per la quale Alex si era spostato da Milano a Roma. Insercisco anche Marzo, perchè è bella ed è giusto ricordarla. Fa parte integrante del dolore di quei giorni.

Marzo
Le cose non vanno mai come credi
un'altra notte ti svegli e ti chiedi
se hai sbagliato per quella promessa
se hai mentito per una carezza
per questo viaggio ci vuole coraggio
per questo amore pieghiamo il destino
ti resto accanto su questo cammino
però ti prego tu dammi la mano
I'll show you something good (something good)
I'll show you something good
E tutto quello che è stato è già stato
lo metteremo nel nostro passato
Vieni con me ti porterò
sopra i deserti che ho scoperto con te
vieni con me ti condurrò
per quegli abissi dove mi perderei
e io sarò una regina
sarò l'estate e la nebbia di mattina
sarò il tuo miele
sarò le tue vele e per questo ti chiedo
amami!!!
Le cose non vanno mai come credi
il cuore è pieno di lacrime rotte
il tempo è ladro di cose mai dette
e so che indietro mai più si ritorna
eppure ancora ti resto vicino
stanotte resta su questo cuscino
I'll show you something good (something good)
I'll show you something good
E tutto quello che è stato è già stato
lo metteremo nel nostro passato
Vieni con me ti porterò
sopra i deserti che ho scoperto con te
vieni con me ti condurrò
per quegli abissi dove mi perderei
e io sarò una regina
sarò l'estate e la nebbia di mattina
sarò il tuo miele
sarò le tue vele e per questo ti chiedo
amamiiiiii
Le cose non vanno mai come credi (sii)
amamiiiiii
Le cose non vanno mai come credi
amamiiiiii
amamiiiiii
amamiiiiii
amamiiiiii
amamiiiiii
ancora, ancora, ancora, ancora
amamiiiiii
amamiiiiii
Vieni con me ti porterò
sopra i deserti che ho scoperto con te
vieni con me ti condurrò
per quegli abissi dove mi perderei
e io sarò una regina
sarò l'estate e la nebbia di mattina
sarò il tuo miele
sarò le tue vele e per questo ti chiedo
amamiiiiii
amamiiiiii (ancora)
amamiiiiii

sabato, aprile 12, 2008

Una "sveglia" insolita

Stamattina ci siamo svegliati in maniera "nuova". Certo che nella vita bisogna proprio provarle tutte e così abbiamo provato l'ebrezza di essere svegliati da una non indifferente scossa di terremoto. Epicentro? Praticamente sotto di noi. Evviva!!!!!!!
Erano le 7.40 e a dire il vero non avevo nessuna intenzione di svegliarmi. Ma c'ha pensato la natura a mettermi dritta in piedi, orecchie appizzate aspettando una fine o un proseguio. Prima un boato (e che rombo) un misto fra un tuono senza alcun controllo e una deflagrazione. Ma la cosa strana è aver sentito crescere e camminare quel boato nel silenzio di un sabato mattina. E poi rendersi conto in molto meno di una frazione di secondo di essere in balia della natura e non poter fare altro che stringersi nelle spalle, chiudere gli occhi, farsi strapazzare e aspettarne la fine.

mercoledì, aprile 02, 2008

Rebecca La Prima Moglie










Siamo proprio sicuri che la coppia Capotondi-Boni si possa avvicinare alla coppia Fontaine-Olivier??????????
Ma stiamo scherzando???? Non ci azzeccano niente manco alla lontana. Un piccolo sforzo si poteva anche fare. La Capotondi sembra una bimbina con il muso imbronciato. Boni? Sorvolo. Ma come si fa a metterlo in raffronto alla superba eleganza di Sir Lawrence Olivier? Infatti non si può.
E comunque è un film che non è possibile rifare con gli attori che ci sono oggi. Non mi viene in mente nessuno con la signorilinità di Olivier e la leggiadra eleganza di Joan Fontaine oltre alla pietrificante immagine della Signora Danvers (forse giusto la Melato).
No mi rifiuto categoricamente di prenderla anche solo minimamente in considerazione sta fiction.
Pretendere di emulare un film così. Il mio preferito in assoluto, lo so a memoria.
Come la frase di Max de Winter "vi sto chiedendo di sposarmi....oca" da tutto il senso di quel preciso istante.
Avevo già scritto un post su questo film mesi e mesi fa. Davvero impensabile cercare di ottenere l'attenzione soprattutto con due attori così. Boni è stato protagonista di La meglio Gioventù come di Incantesimo....il volto? Sempre irrimediabilmente lo stesso. Li trovo spaiati e un po' noiosi. Fuori luogo insomma...non fanno per questo film...

lunedì, marzo 31, 2008

Belle Anime Porche



Francesca Ferrando
"Belle Anime Porche"
ed. owlaski pp 288 €12,00

Il titolo mi intrigava, le prime pagine mi hanno infastidita. Ma ho voluto superare questa prima sensazione e dare fiducia a questa giovane autrice e vedere dove mi portava, in quale mondo. Alla fine ho fatto bene. Ha saputo magistralmente portarmi alla curiosità giusta per arrivare alla fine del libro, tenendomi legata anima e cuore alle sue pagine, superando riga dopo riga quel senso di fastidio che può dare un testo scritto in modo così moderno e con dei temi non divertenti.La Ferrando ha già una buona carriera sulle sue spalle (e non alle spalle), organizza corsi di scrittura creativa e laboratori "rap" per il comune di Torino ed è anche Tutor universitario. Nata nel 1978 sa, con la sua scrittura, immedesimarsi nella gioventù di oggi, portando alla luce il quadro più nascosto di una realtà che forse è meglio non vedere e più semplicemente non vogliamo vedere.Il suo giovane personaggio protagonista è una minorenne senza arte ne' parte, cresciuta da una famiglia strana senza valori ne' stabilità. Terry è ribelle, trasgressiva, senza regole. Non sa cosa sia l'amore (familiare e non) quello vero e disinteressato, non conosce i pericoli della vita di strada e ci si butta a capofitto in strada.Ma non ha paura di niente, ha una fervida immaginazione e una fantasia vivace che la mette nei guai e al tempo stesso la salva. La scrittura delle Ferrando è veloce e ritmata non ti stanca, cambia immagine velocemente, spesso non ti da neanche il tempo di focalizzare un evento che sei nella lettura del successivo. Una storia dai toni potenti, forti e duri, senza mezzi termini o velature. Il vocabolario è quello della società italiana giovane di oggi.Tutto è mostrato nudo e crudo, dalle violenze ai desideri, è tutto messo in chiaro sin dalla prima pagina. E' un'avventura scomoda, difficile e dolorosa ma pur sempre un'avventura in cui la protagonista viv la sua vita sul filo del rasoio, in continuo pericolo e tra la vita e la morte.
Ma è vittoriosa perchè quando cade si rialza, sempre.

lunedì, marzo 24, 2008

Tratto da La Briscola in cinque di Marco Malvaldi

Dal Capitolo "Inizio"
[…] Aldo si alzò in piedi per prendere l’accendino nella tasca del cappotto. Era il giorno di chiusura del Boccaccio e lui, vedovo spensierato e di compagnia, la sera andava al bar dove era sempre sicuro di trovare qualcuno.
- Il problema – disse mentre cercava di prendere l’accendino senza far crollare il cappotto dall’attaccapanni – è che tanti ragazzi ora si divertono solo se quel che fanno costa tanto. E’ sempre usato, intendiamoci. E’ un modo come un altro per fare i ganzi, far vedere che hai i soldi. Solo che le mode cambiano. Ora, per mia fortuna, va di moda fare finta di intendersi di vino, così tu vedessi quanti ragazzetti entrano nel dopocena, prendono la lista dei vini e poi ti chiamano: “Mi berrei volentieri un…” e magari ti scambiano il nome della fattoria con quello del vino, oppure vogliono un Chianti dell’ottantasette che se uno se ne intendesse un minimo saprebbe che un Chianti dell’ottantasette al massimo lo puoi usare come combustibile, e poi come se non bastasse ci mangiano i formaggi con miele. Il difficile è dargli ragione senza ridere.
- E te dovresti dirgli che non capiscono una sega – intervenne Pilade col garbo consueto – e poi spiegargli un po’ di cose ammodino, così piano piano imparano.
- Così piano piano imparano, si, ma ad andare da un’altra parte – replicò Aldo – Questi non vogliono bere bene e mangiare bene, vogliono far vedere che se ne intendono e che sono ganzi. Facciano un pò quello che vogliono. Io vendo vino e cibo, mica discorsi.
Una cosa andava riconosciuta; quando Aldo affermava di vendere cibo e vino senza fronzoli aveva perfettamente ragione. Il Boccaccia aveva a sua disposizione una cantina sterminata, con particolare predilezione per il Piemonte, una cucina eccezionale. Punto. Il servizio era preciso ma informale e la qualità delle suppellettili non era ricercata; inoltre, se per caso uno manifestava qualche disappunto riguardo al cibo, la cosa trovava sempre modo di arrivare all’orecchio dello chef de cuisine, Otello Brondi detto Tavolone. Detto personaggio, pur dotato di innegabile talento nell’arte apiciana, non era stato però molto benvoluto dalle Muse sotto tutti gli altri aspetti, per cui il critico si trovava spesso a lato del tavolo un metro cubo di pancia di cuoco, guarnito da due avambracci grossi e pelosi come orsi, che gli chiedeva “Come mai ‘un ti garba?” con non esattamente servizievole.
Aldo si accese la sigaretta, poi riprese:
- Io personalmente detesto i posti dove se ordini un vino non perfettamente in linea con quello che hai preso da mangiare o se tenti di uscire dai crismi della Gastronomia con la g maiuscola ti trattano da pellaio e ti dicono “Ma nooo, perché ti vuoi sciupare così la sella di coniglio disossato con il flan di fagiolini e anacardi? Se mi dai retta…” o anche peggio. Conosco posti dove non ci sono vie di mezzo, o sei un intenditore e allora il padrone ti adora e tutte le volte ti fa fare un’entrata che nemmeno Wanda Osiris, oppure sei un fetecchione che di vini non ci capisce una mazza e allora ti fanno capire nemmeno troppo velatamente che uno come te dovrebbe stare a casa sua e non andare lì a rompere tanto, che c’è gente che aspetta. I tuoi quattrini gli vanno bene, tu no.
[…]
Dal Capitolo "Quarto"
Il dottor Carli chiuse la porta che Ochei aveva lasciato aperta, salutò con un cenno le quattro facce concentratissime sui giornali, si diresse al banco e si sedette su uno sgabello.
- Me lo fai un aperitivo dolce, per favore?
- No
- Scusa?
- No, non glielo faccio. È una aberrazione mentale, l’aperitivo all’ora di pranzo. Magari alcolico, così uno comincia subito a bere a stomaco vuoto. Poi esce un pochino coi sensi offuscati, dai venticinque di aria condizionata trova i quaranta del marciapiede, accusa la botta e mi stramazza al suolo. Lei oltretutto è anche un medico, scusi.
Il dottore guardò Massimo con aria incuriosita, e decise di stare al gioco.
- E allora cosa mi consiglia, maestro?
- A pranzo, nulla. Casomai, a cena, dello spumante o dello champagne.
- Dolce?
Massimo portò la mano al petto e finse un infarto di lieve entità. Il dottore allora, mostrando preoccupazione, si accostò al banco e chiese:
- Perché? Non si può? È diventato illegale?
- Ma n, è che lo spumante dolce non si usa come aperitivo. A parte il fatto che, escluso l’Asti, di solito gli spumanti dolci sono dei troiai a livello qualitativo, ci vuole qualcosa che incuriosisca la bocca, non qualcosa che la ammazzi. Un buon brut ha le giuste caratteristiche, uno schiumante dolciacchiero no.
Il dottore parve soppesare con gravità la spiegazione, quindi si rassegnò a un bicchiere di minerale.

domenica, marzo 23, 2008

Gocce di Memoria (Giorgia)

Sono gocce di memoria
Queste lacrime nuove
Siamo anime in una storia
Incancellabile
Le infinte volte che
Mi verrai a cercare nelle mie stanze vuote
Inestimabile
E’ inafferrabile la tua assenza che mi appartiene
Siamo indivisibili
Siamo uguali e fragili
E siamo già così lontani
Con il gelo nella mente
Sto correndo verso te
Siamo nella stessa sorte
Che tagliente ci cambierà
Aspettiamo solo un segno
Un destino, un’eternità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
Siamo gocce di un passato
Che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferabile
Racconterò di te
Inventerò per te quello che non abbiamo
Le promesse sono infrante
Come pioggia su di noi
Le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te

giovedì, marzo 20, 2008

Una canzone, due storie

Una canzone, con una melodia dolce e sensuale, moderna ma un po' retrò. Quella canzone legata a un ricordo forse non proprio piacevole, ma pur sempre a un ricordo. Non ti piace più di tanto ascoltarla, crea misto di nostalgia e dolore, no no meglio evitarla se possibile. Va in radio? Cambi stazione che ci vuole. Nel tuo Ipod non la metti e hai evitato il problema.
Ma proprio quella canzone sembra subdola, vuole rimanere nella tua vita, nonostante tu cerchi di evitarla per non farti ancora male e ricordare quel periodo di forte confusione e di profondo radicale cambiamento.
Lei non vuole sparire. E' in agguato, e compare proprio quando di nuovo sei fragile e rincorri un sogno impossibile, un desiderio che ti taglia lo stomaco in due. Due occhi sono lì davanti a te, una bocca che fa uscire parole su parole, forse per convincerti che tutto quello che sarà, ma anche quello ce non potrà essere, sono entrambe la cosa migliore da fare. E la canzone si infila fra quelle parole, seduti al tavolo di un locale elegante e dal gusto anche quello retrò, della new york più fascinosa e forse romantica, situato invece nel pieno cento di Roma. Eccola all'improvviso irrompe e ti senti stringere lo stomaoc e saltare il cuore. E allora pensi "eh no! ma me lo fai apposta?". Ed ecco che apassi a un secondo ricordo che capisci sarà più forte del primo, sarà ancora più doloroso, perchè non capisci cosa stia succedendo davvero. Non sai se quell'uomo ti stia dicendo o no la verità. Non sai se quello che dice di desiderare da te è davvero sincero. Sai però che la cosa se dovesse superare quell'ostacolo non potrebbe più essere riportata allo stato originario. Potresti solo proseguire e prenderla quella strada sarebbe rischioso, doloroso, difficile. In realtà capisci che dire di si o lasciarsi andare ti infila nel classico vespaio da cui non si può uscire se non con uno strappo lacerante. Il cuore. E' quello che devi salvaguardare a tutti i costi e quella canzone proprio non aiuta. Anzi sembra il diavoletto che si mette in mezzo e che ti dice: "lo fai o no non dimenticherai mai l'importanza che ho nella tua vita, perchè anche questo momento non potrai più cancellarlo". Comincia così il balletto dei rimpianti che forse per una volta accetti al posto dei rimorsi, pensando che pur soffrendo dentro di te molto di più, sono i più giusti da sopportare in faccia al resto del mondo. Ma che fatica questa vita, ti mette sempre davanti a un bivio e devi decidere. Le decisioni prevedono sempre dolore in fondo, perchè si lascia una cosa a favore di un'altra. C'è quindi il senso vago di ansia, di abbandono, di nostalgia, un affetto strappato, mancato, allontanato. E lei, la canzone, c'è. E c'è ogni momento di più, perchè all'improvviso è nella tua testa con il ricordo, è nel tuo Ipod, è nella tua vita. Ma tu lo avevi capito la prima volta che l'hai ascoltata che non vi sareste lasciate tanto facilmente. Te lo ha ribadido con il secondo ricordo, che sovrasta il primo per il momento specifico, che sembra più importante rispetto al primo, te lo ha ribadito "non ti lascio, nella tua vita ci sarò sempre!".

domenica, marzo 16, 2008

Indimenticabile (Antonello Venditti)

Perchè indimenticabile ancora sei per me
anche se i giorni passano più duri senza te
tutte le cose che farò avranno dentro un po' di te
perchè lo so dovunque andrai in ogni istante resterai
indimenticabile.
Ma è solo solitudine la nostra libertà
paura insopportabile della felicità
tutti gli amori che vivrò avranno dentro un po' di te
perchè lo so dovunque andrai in ogni istante resterai
indimenticabile indimenticabile...indimenticabile
Ma se il destino è vivere nell'infelicità
vicini e lontanissimi oltre l'eternità
tutti gli amori che vivrò avranno dentro un po' di te
perchè lo so dovunque andrai in ogni istante resterai
indimenticabile indimenticabile...indimenticabile...
tutti gli amori che vivrò avranno dentro un po' di te
perchè lo so dovunque andrai in ogni istante resterai indimenticabile indimenticabile... indimenticabile

venerdì, marzo 14, 2008

La briscola in cinque

Marco Malvaldi
La Briscola in cinque
Sellerio Editore Palermo
pp 163 - € 10,00

Vista la copertina, letta una piccola introduzione e comprato.
E' un giallo. Ne' più ne' meno.
Ambientato in riviera toscana, è un piccolo esempio di come si possa anche scrivere un giallo intrigante con una sottile vena ironica e divertente, che sa spostare a volte l'asse del pensiero da quello che è il delitto in se' a quelli che sono i personaggi. Il protagonista è il giovane proprietario di un bar. Un tipo piuttosto eccentrico che gestisce il lavoro in modo totalmente personale. Si trova suo malgrado al centro di un delitto e si ritrova a essere il "confessore" in alcune situazioni. Sarà poi lui comunque a trovare e a gestire la chiave di tutto.
Scritto in chiave apppunto ironica, è un romanzo molto semplice e molto veloce. L'assassino non te lo immagini fino alla fine. riesce a avvolgere tutto con un mistero quasi sciocco alla fine. Fine che arriva e che più leggi e meno ti aspetti.
Un piccolo romanzo da leggere e divorare con serena tranquillità, laddove Malvaldi risulta un buon ideatore di "storie in giallo".

domenica, marzo 09, 2008

...archiviato anche il Napoli


E dire che Moratti ci sperava che dopo la loro sconfitta con il Napoli, toccasse anche alla Roma. E invece no!!!! Siamo sempre lì dietro in agguato e le difficoltà dei nero-azzurri cominciano a vedersi....almeno così sembra!!!!
I ragazzi mi sembrano estremamente uniti, convinti e concentrati, decisamente al meglio delle loro potenzialità e possibilità. La netta dimostrazione che lo squadrone, vero, forte non si fa solo di grandi nomi e prime donne, di azioni da gol isolate. Il grande squadrone si fa così e se così continuano non c'è n'è per nessuno. E' un momento tutto da godere, potrebbe essere breve ma non tornare. Però è intenso da vivere. Bellissimo.

Grazie di nuovo ragazzi per le lacrime e per l'emozione.

venerdì, marzo 07, 2008

il miti non muoiono mai


Uno degli uomini più belli degli anni '80. Un vero sex symbol per la mia generazione. Dirty Dancing e Ghost sono sicuramente i due film più importanti, più famosi, quelli che sempre ricorderemo.
Purtroppo non arrivano buone notizie da Hollywood. Sembra che sia gravemente ammalato di cancro al pancreas. 55 anni solamente.
Avevo io 15 anni (e lui 35, era il 1987) quando me ne innamorai perdutamente in quello che rimane il mio film preferito, ovvero Dirty Dancing. Un film romantico, con una scenografia e una ambientazione anni '60 da sogno. Lui trasmetteva sicurezza, volare fra le sue braccia era un desiderio profondo. E ogni volta che rivedo il film, il tempo si ferma o forse torna un po' indietro. E' sempre un piacere sottile vedere e rivedere il film.
Non si può sapere adesso come tutto ciò andrà a finire, pare che però purtroppo il male sia in fase terminale. Un grande uomo in tutto. A lui il mio omaggio più sincero...

mercoledì, marzo 05, 2008

...e che dire...

Rodrigo Taddei

GRAZIE ROMA

...notti magiche inseguendo un gol...

Il Real a casa....e in casa....ma quanno mai ce se pensava!!!

Grazie Roma
Dimmi cos'è che ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo.
Dimmi cos'è che ci fa sentire uniti anche se siamo lontani.
Dimmi cos'è, cos'è che batte forte, forte, forte in fondo al cuore,
che ci toglie il respiro e ci parla d'amore.
Grazie Roma, che ci fai piangere e abbracciarci ancora.
Grazie Roma, grazie Roma, che ci fai vivere e sentire ancora una persona nuova.
Dimmi cos'è quella stella grande grande in fondo al cielo
che brilla dentro di te e grida forte forte in alto al cuore,
Grazie Roma, che ci fai piangere e abbracciarci ancora.
Grazie Roma, grazie Roma,
che ci fai vivere e sentire ancora una persona nuova.
Dimmi chi è chi è che mi fa sentì importante anche se non conto niente,
che mi fa re quando sento le campane la domenica mattina.
Dimmi chi è chi è che me fa campà sta vita così piena de problemi
e che me dà coraggio si tu nun me voi bene.
Grazie Roma, che ci fai piangere e abbracciarci ancora.
Grazie Roma, grazie Roma,
che ci fai vivere e sentire ancora una persona nuova

sabato, febbraio 23, 2008

PICCOLA GRANDE SMART

Eccola....sarà presto in arrivo in famiglia!!! E' la novità del giorno! L'abbiamo ordinata, ci vorrà un po' ho scelto un certo equipaggiamento ma non ci vorrà tantissimo. La fotograferò e così me la ricorderò come ho fatto con la prima, che comunque resta con noi...

lunedì, febbraio 18, 2008

Tratto da RAGIONEVOLI DUBBI

Tratto da RAGIONEVOLI DUBBI di Gianrico Carofiglio
Capitolo 18

Chiusi lo studio dopo che Maria Teresa se n’era andata da un bel pò.
Arrivai a casa, presi un gelato dal frigo, me lo mangiai, poi diedi mezz’ora di pugni al sacco, feci piegamenti fino a quando le braccia non reggevano più, mi andai a ficcare sotto la doccia.
Mi chiesi dove fosse Margherita, in quel momento, e cosa stesse facendo; ma non mi riuscii a immaginarmela. Non volevo, probabilmente.
Mi vestii e uscii. Da solo e senza una meta, come capitava sempre più spesso.
Ebbi l’impulso di chiamare Natsu, e chiederle se voleva che passassi a trovarla.
Non lo feci e invece me ne andai in giro, per la città battuta dal vento freddo.
Avevo strane, sgradevoli avvisaglie. Forse stava per ricapitarmi quello che era successo quando Sara mi aveva lasciato: insonnia, depressione, attacchi di panico. L’idea fu disturbante, ma nel momento stesso in cui la concepivo mi resi conto che quelle cose non sarebbero accadute.
Ero stabilmente un disadattato, ormai. Mi ero garantito una stabile, mediocre infelicità, mi dissi. Immunizzato da una infelicità devastante in cambio di una insoddisfazione permanente e desideri inconfessabili. Poi pensai che facevo delle riflessioni banali, patetiche, e che mi autocommiseravo. Io ho sempre detestato quelli che si autocommiserano.
Così decisi di andare a comprarmi qualche libro.
A quell’ora – erano le undici – avrei trovato un solo posto dove comprare libri e fare anche due chiacchiere. L’Osteria de Caffellatte, che nonostante il nome è una libreria.
Apre la sera alle dieci e chiude la mattina alle sei. Il libraio, – Ottavio – è un ex professore di liceo con l’insonnia cronica. Aveva tenacemente detestato il suo lavoro di professore per tutti gli anni in cui era stato costretto a farlo. Poi una vecchia zia, senza figli, senza altri parenti, gli aveva lasciato soldi e un piccolissimo palazzo in pieno centro. Pian terreno e due appartamenti, uno sull’altro. L’occasione della sua vita, presa al volo e senza esitazione. Era andato ad abitare al secondo piano. Al pian terreno e al primo piano ci aveva fatto una libreria. Siccome di notte non poteva dormire si era inventato quell’orario. Assurdo, avevano detto in molti, e invece aveva funzionato.
C’è gente a tutte le ore, all’ Osteria de Caffellatte. Non molta, m a tutte le ore. Tipi strani, ovviamente, ma anche, soprattutto, tipi normali. Che poi sono i più strani di tutti se li trovi a comprare libri alle quattro del mattino.
Ci sono tre tavolini e un piccolo banco da bar. Se ne hai voglia puoi bere qualcosa o mangiare una fetta delle torte che Ottavio prepara nel pomeriggio, prima di aprire. La mattina presto puoi fare colazione con le stesse torte e il caffelatte. Se ti trovi in libreria al momento al momento della chiusura, lui ti regala la torta avanzata, ti dice ci vediamo domani, chiude e poi, davanti all’ingresso, si fuma l’ultima sigaretta della giornata. Dopo va a farsi un giro per la città che riprende vita e quando gli altri cominciano a lavorare lui se ne va a dormire, perché di giorno ci riesce.
In libreria c’erano tre ragazze che si stavano raccontando qualcosa di divertente. Feci caso al fatto che ogni tanto guardavano verso di me, e poi ridevano più forte. Ecco, pensai. La mia parabola è conclusa. Sono un uomo ridicolo. Anzi, a pensarci meglio, sono un paranoico terminale.
Il libraio era seduto a uno dei tavolini del minuscolo bar e leggeva. Quando si accorse del mio ingresso mi salutò con la mano e poi tornò a leggere. Io cominciai a girare fra banchi e scaffali.
Presi tra le mani L’uomo senza qualità, lo sfogliai, ne lessi qualche pagina, lo rimisi a posto. E’ una cosa che faccio da molti anni. Da sempre, in realtà. Con Musil e soprattutto con L’Ulisse di Joyce.
Ogni volta mi confronto con la mia ignoranza e penso che dovrei leggere questi libri. Ogni volta non mi riesce nemmeno di comprarli.
Credo che non conoscerò mai direttamente le avventure – diciamo così – del giovane Dedalus, del signor Bloom, di Ulrich. Me ne sono fatta una ragione, ma in libreria continuo a sfogliare quei volumi, così, come in una sorta di rituale dell’imperfezione. La mia.
Continuando a gironzolare fui attirato da una bella copertina con un bellissimo titolo. Notti nei giardini di Brooklyn. Non conoscevo né l’autore – Harvey Swados – né l’editore – Bookever. Lessi qualche rigo della prefazione di Grace Paley, mi convinse e lo presi.
Entrò un giovane poliziotto. Si diresse da Ottavio, gli chiese qualcosa. Fuori lo aspettava, parcheggiata in doppia fila, una volante.
Adocchiai un libro dal titolo Nulla succede per caso. Decisi che faceva al caso mio – qualunque fosse, il caso mio – e presi anche quello. Il poliziotto uscì con un libro in un sacchetto, di quelli che si trovano solo nella libreria di Ottavio. Da una parte c’è il disegno di una tazza da caffellatte fumante, azzurra e senza manici, con il nome della libreria. Dall’altra, stampate sulla plastica, una pagina di romanzo, una poesia, una citazione da un saggio. Cose che piacciono al libraio e che lui vuole consigliare ai suoi notturni clienti.
Mi sento già molto meglio. Le librerie mi fanno da ansiolitico e anche da antidepressivo. Le ragazze erano uscite senza che me ne accorgessi. Adesso eravamo soli, Ottavio e io. Mi avvicinai.
“Ciao, Guido. Come te la passi?”
“Alla grande, me la passo. Cosa ha comprato il poliziotto?”
“Non ci crederai”
“Poesia ininterrotta”.
“Eluard?” chiesi stupito.
“Già. Sarai uno dei tre o quattro avvocati nel mondo a conoscere questo libro. E lui, l’unico poliziotto”.
“Non farà carriera”.
“Credo anche io. Cosa hai preso, tu?”
Gli mostrai i libri che avevo scelto e lui approvò. Swados, soprattutto.
“E tu cosa stai leggendo?”
Il libro che aveva in mano era piccolo, con la copertina color crema, di un’altra casa editrice sconosciuta: Edizioni dell’orto botanico.
Me lo porse. Si intitolava: La manomissione delle parole; sottotitolo: appunti per un seminario sulla scrittura. Nessun nome di autore in copertina. Lo sfogliai e ne lessi alcune frasi…
… “Hai solo questa copia?”
“Si, ma puoi prenderla, se vuoi. Perché ti interessa?”
Già. Perché mi interessava?
Ho un vecchio desiderio che ho recentemente tirato fuori, e una amica mi assicura che si avvererà. Il desiderio è diventare uno scrittore e vedendo questo libro ho pensato di studiare un po’. Così, per facilitare il compito a quello del dipartimento lampade magiche, quadrifogli e stelle cadenti.
Fantasticai un poco su quelle frasi e su altre cose. Senza rispondere alla domanda di Ottavio. Lui mi lasciò fare e parlò solo quando gli parve che fossi tornato da quelle parti.
“Non vai pazzo per il tuo lavoro, vero?”
Feci una specie di sogghigno. Non andavo pazzo per il mio lavoro, effettivamente.
“E se potessi cambiarlo, cosa ti piacerebbe?”
Ma è un’epidemia, questa dei desideri. Ditelo, che vi siete messi d’accordo.
“Mi piacerebbe scrivere. I libri sono la cosa che mi piace più di tutte. Mi piace leggerli e mi piacerebbe scriverli, se fossi capace. In realtà non lo so se sono capace, visto che non ho mai avuto il coraggio di provarci”.
Ottavio fece di si con la testa e basta. Mi piacciono quelli che non fanno commenti stupidi. E il modo migliore per non fare commenti stupidi, in certi momenti, è semplicemente tacere.
“Beviamo qualcosa?”
“Si”
“Rum?”
“Rum”
Prese una bottiglia dal banco bar e versò due doppie porzioni. Bevemmo e chiacchierammo a lungo, di un sacco di cose. Ogni tanto entrava gente. Qualcuno comprava un libro; qualcuno guardava e basta.
Un tizio sulla cinquantina, in giacca, cravatta e cappotto, si infilò nei pantaloni La trilogia della città di K., abbottonò il cappotto e si diresse verso l’uscita. Ottavio se ne accorse, mi pregò di scusarlo un attimo e lo raggiunse sulla porta.
Disse che gli sarebbe piaciuto poterli regalare, i libri. Ma purtroppo davvero non poteva. Era costretto a farseli pagare. Lo disse senza una punta di sarcasmo. L’altro balbettò qualche parola del tipo: non capisco proprio di cosa sta parlando. Ottavio, con il tono paziente di chi ha fatto altre volte lo stesso discorso, disse che c’erano due possibilità. O quello pagava il libro e se lo portava – e avrebbe avuto lo sconto – oppure lo rimetteva sullo scaffale, andava a dormire, non era successo niente e poteva tornare quando voleva. Quello allora disse, che va bene, lo prendeva. E in una straordinaria, surreale sequenza andò alla cassa, tirò fuori il libro dalle mutande, pagò – con lo sconto - , prese il suo bravo sacchetto e andò via augurando la buonanotte a tutti.
“Beh, c’è gente che non si vergogna di niente” dissi.
“Non puoi immaginare quanto. Io però non riesco ad arrabbiarmi con quelli che cercano di rubare i libri. Ne ho rubati tanti, io stesso. E tu?”
Dissi che non avevo mai rubato un libro. Non fisicamente. Ne avevo letti tanti abusivamente, in libreria, però. Nessuno da lui, precisai.
Poi guardai l’orologio e mi resi conto di quanto fosse tardi, considerato che il giorno dopo avevo udienza. Chiesi quando dovevo, per libri e rum.
“La bevuta la offro io. I libri invece me li devi pagare perché, come ho detto al signore, davvero non posso regalarli”.
[…]